Decarbonizzazione e crisi del porto, tra convegni ed emergenze

Emiliano a Brindisi all'evento di Cgil, Comune e Legambiente. Crollo delle merci, Bozzetti chiede incontri

BRINDISI - Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano partecipato questo pomeriggio a Brindisi al convegno promosso da Cgil, Legambiente e Comune sul tema della decarbonizzazione. “Qui – ha detto Emiliano a margine dei lavori – abbiamo di fronte un’azienda molto diversa da Mittal, l’Enel, che è molto più responsabile e che di fronte alle pressioni sia della Regione che del Comune ha deciso di decarbonizzare in modo spontaneo, cosa che invece Mittal non si vuole rassegnare a fare”.

La scelta dell’Enel è vincolata, come è noto, all’adesione dell’Italia agli impegni assunti dalla Ue, oltre che nei convegni mondiali sull’emergenza climatica, e alla necessità comunque di tenere almeno due grandi impianti in funzione durante la transizione verso l’abbandono definitivo delle fonti fossili. Il progetto di passaggio all’alimentazione a ciclo combinato a gas dei gruppi termoelettrici di Cerano è attualmente in fase di valutazione al Ministero dell’Ambiente.

convegno Cgil decarbonizzazione brindisi (2)-2

“E un porto straordinario e bellissimo come quello di Brindisi non ha nel suo destino solo il carbone, si può fare molto altro e cercheremo di sostenere lo sforzo anche con le Zes – zone economiche speciali – che sono state recentemente varate per poter dare a Brindisi ciò che Brindisi può fare – ha detto ancora Emiliano -. Brindisi è diventata una città bellissima anche dal punto di vista turistico, ma è anche una grande città capace di creare economia e posti di lavoro”.

“La decarbonizzazione deve essere un mantra, una chiave di volta del sistema per abbassare le emissioni di CO2 e azzerare quelle nocive. Per passare dalla teoria alla pratica occorrono molti tavoli, molta ricerca, molta applicazione di tecnologie e smetterla con le chiacchiere, andando al concreto”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia.

“Sono quattro anni che la Regione Puglia aveva proposto ai vari governi la decarbonizzazione anche dell’Ilva e se ci siamo ridotti a dire che uno stabilimento a carbone è perfino antieconomico, oltre che dannoso per la salute, bisogna cambiare tecnologia, perché l’acciaio e l’energia servono in un’economia moderna ma non possono essere prodotti in quella maniera”, ha proseguito il governatore.

convegno Cgil decarbonizzazione brindisi (3)-2

Carbone e crisi del porto: una richiesta del M5S

Un incontro per programmare lo sviluppo del porto di Brindisi, salvaguardando così gli attuali livelli occupazionali. È quanto ha chiesto sempre oggi il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti ,che in una lettera indirizzata al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, al direttore dell’impianto Enel Federico II di Cerano, Concetto Tosto, e al responsabile Affari territoriali Enel Angelo Di Giovine.

“Ho chiesto un incontro formale con gli attori interessati e i responsabili dell’amministrazione della città di Brindisi perché dai dati del primo semestre del 2019 emerge chiaramente una netta flessione del traffico merci  - dichiara Bozzetti - per cui bisogna pensare a una nuova visione del porto. Inoltre, una parte significativa delle attività portuali della città sono legate alla movimentazione di carbone per la Centrale Enel di Cerano che in questo momento vive un periodo di crisi, in vista delle prossime sfide come il superamento del carbone e la conversione, entro il 2025, di tutte le centrali”.

Scaricatori e carboniera Enel

Secondo i dati del primo semestre dei porti di Brindisi, Bari e Taranto pubblicati dalle due Autorità di Sistema Portuale nel periodo gennaio-giugno 2019 il porto di Brindisi ha chiuso con un complessivo -15,9 %  di traffico merci, realizzando 3.339.380 di tonnellate, con una flessione di 629.106 tonnellate rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente, sottolinea Bozzetti. Ma ci sono anche i dati più aggiornati dei primi nove mesi pubblicati da BrindisiReport che confermano la tendenza.

“Lavorare in maniera condivisa è necessario per evitare l’acuirsi di una crisi che sta già mettendo a dura prova il territorio e che potrebbe avere pesanti ripercussioni su lavoratori e delle imprese, anche dell’indotto, che ruotano intorno al porto. Penso ad esempio ad un percorso che preveda una differenziazione, anche sul fronte della logistica, di una parte della banchina di Costa Morena, per garantire continuità lavorativa e commesse per le aziende. È importante formulare una programmazione a tutti i livelli istituzionali che coinvolga il porto, la centrale di Cerano e la banchina di Costa Morena. Possiamo scommettere su un futuro migliore per Brindisi, per affrontare le sfide che verranno”, conclude Bozzetti.

Ma il punto è: sbloccare tutti gli iter delle nuove opere promosse dall'Autorità di sistema portuale, e già dotate di finanziamenti, ma sulle quali non ci sono i pareri del Comune. Altrimenti si rischia di non centrare il problema che sta paralizzando progressivamente il porto.

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