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Economia

Decarbonizzazione e vertenze Enel: corteo lavoratori raggiunge la statale, traffico in tilt

Le forze dell'ordine bloccano gli svincoli verso la superstrada all'altezza di Cerano, direzione Brindisi. La giornata era iniziata con un'assemblea sindacale davanti allo stabilimento

BRINDISI - Dalla centrale Enel di Cerano, la protesta si è spostata verso la strada statale 613 che collega Lecce a Brindisi. La manifestazione dei lavoratori dell'indotto sta creando disagi sulla superstrada, direzione Brindisi. Davanti ai cancelli della Federico II si è svolta stamattina (giovedì 23 maggio) un'assemblea convocata dai sindacati Cgil e Uil, sulle vertenze legate alla decarbonizzazione. Una volta terminata l'assemblea, un folto gruppi di lavoratori si è messo in marcia verso la statale, fino a percorrere la carreggiata.

Traffico in tilt

Il traffico è andato in tilt, con la formazione di un lungo incolonnamento. Polizia e carabinieri si sono occupati della gestione della viabilità. La Polizia Locale di Brindisi ha bloccato gli accessi verso la superstrada, devianto il traffico verso le strade provinciali. Anche sulle arterie secondarie si sono registrati disagi. Il tratto di superstrada superstrada interessato dal corteo è stato riaperto attorno alle 13. 

La polizia locale devia il traffico

L'assemblea sindacale

L'assemblea era stata promossa, come detto, dai sindacati Cgil (con le sigle Filtem e Fiom) e Uil (con le sigle Uiltec e Uil). L'incontro è stato organizzato per illustrare le rivendicaziioni sindacali sulla vertenza relativa alla dismissione della centrale e alla mancanza di prospettive certe in termini industriali e occupazioneli. 

E' nota, in particolare, la vertenza che si è aperta con la procedura di cassa integrazione attuata neiconfronti di 76 dipendenti della Sir, ditta appaltatrice che effettua l'attività di movimentazione carbone presso la banchina di Costa Morena est. Ma il timore è che possano verificarsi altre situazioni simili fra le aziende dell'indotto, a causa della gestione problematica del processo di decarbonizzazione.

I segretari sindacali

Il tema centrale è infatti l'incertezza sul futuro del sito, in vista della dismissione della centrale. Lo stabilimento chiuderà i battenti entro il 2025, ma ancora non si sa cosa accadrà dopo. Al suo interno lavorano circa 500 unità. I sindacati e le istituzioni sollecitano Enel a fare chiarezza sui propri programmi. Il presidente della task force per le emergene occupazionali, Leo Caroli, in un'intervista rilasciata di recente a BrindisiReport, oltre e sollecitare la società energetica a delineare un piano industriale, chiede l'istituzione di un tavolo interministeriale finalizzato a un accordo di programma per Brindisi.

Si accumulano infatti le vertenze che ruotano intorno ai nodi della decarbonizzazione e della crisi della chimica. Basti pensare alla procedura di cassa integrazione intrapresa nei confronti di 164 lavoratori di Euroapi (ex Sanofi) e alle preoccupazioni sul futuro dello stabilinento Basell di Brindisi, che non rientra nel piano di investimenti annunciato poche settimane fa dalla multinazionale.

Fra aziende che chiudono e lavoratori sull'orlo del licenziamento, il territorio sta affrontando una delle crisi economiche più gravi della sua storia. 

Macchia (Cgil): "E' uno stunami industriale"

“Siamo in presenza - dichiara Antonio Macchia, segretario generale della Cgil Brindisi - di uno Tsunami industriale. Tutte le industrie chiudono o vanno via. Il processo di decarbonizzazione avrebbe dovuto significare transizione energetica e custodire il posto di lavoro. E invece i brandi player chiudono e c’è disoccupazione di ritorno che vede interessati 1200 lavoratoti”. 

“Oggi fisseremo un’azione prospettica di lotta. Chiameremo la politica a dare risposte a questo territorio, che ha diritto ad avere dei progetti. I giovani vanno via. C’è una disoccupazione incredibile. Il movimento dei lavoratori risponde in maniera decisa a questa devastazione”.

Zaurito (Uilm): "Abbiamo una desertificazione industriale"

“L’altro giorno - prosegue Zaurito - è stato dichiarato un esubero in Avio, azienda con 900 dipendenti. Leonardo non assume a Brindisi ma assume a Varese. Tutto questo si ripercuote su un territorio già martoriato da oltre 10 anni di scarsa lungimiranza imprenditoriale, dove Confindustria non fa nulla e la politica non fa nulla per creare un agglomerato industriale per gratificare le famiglie dei lavoratori”. 

“Brindisi – afferma ancora il sindacalista - è il territorio d’Italia dove ci sono maggiori problemi e minori soluzioni, sia da parte del governo cittadino, che da quello regionale e da quella nazionale. Tra sei mesi la centrale chiuderà, ma non c’è un progetto industriale. Noi vogliamo un’occupazione per quelli che lavoravano qui”. 
 

Nel pomeriggio i Prefetto Luigi Carnevale ha incontrato una delegazione di lavoratori (Leggi qui)

Articolo aggiornato alle 18.53 (incontro prefetto)

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