Economia

Occupazione in Puglia: a Bari e Brindisi la crescita più alta

La Puglia è la regione del Sud che recupera meglio nel mercato del lavoro, pur restando molto al di sotto del dato di altre regioni italiani, e in Puglia le performance migliori nel 2015 rispetto al 2014 sono quelle delle province di Bari e di quella di Brindisi

La Puglia è la regione del Sud che recupera meglio nel mercato del lavoro, pur restando molto al di sotto del dato di altre regioni italiani, e in Puglia le performance migliori nel 2015 rispetto al 2014 sono quelle delle province di Bari e di quella di Brindisi che segue a ruota. Lo dice il rapporto di aggiornamento sull’occupazione reso noto dal Centro studi di Confartigianato Puglia.

Secondo il rapporto, la provincia di Brindisi nel 2015 aveva 120.890 occupati (116.943 nel 2014), con un tasso del 45,7 per cento. Bari 391.728 occupati, con un tasso del 46,2 per cento. Il tasso di occupazione regionale lo scorso anno è stato del 43,3 per cento. La variazione percentuale degli occupati 2015 sul 2014 è stata del ‘3,4 per cento nel Brindisino, seconda performance regionale dopo quella di Foggia (+5 per cento), e prima di quella di Lecce (+3,1 per cento). In Puglia complessivamente del 2,4.

Per raggiungere il dato dell’anno inziale della crisi globale, il 2008, Brindisi deve ancora recuperare circa tremila posti di lavoro. Nel 2008 gli occupati erano infatti 123.204. Il punto peggiore della crisi è stato toccato nel 2010, quando gli occupati erano scesi a 111.458.

Nel 2015, dice lo studio di Confartigianato Puglia,  sono stati stipulati in tutta la regione 312.867 contratti di lavoro, di cui 120.572 a tempo indeterminato, 186.057 a termine e 6.238 in apprendistato. La dinamica dell’ultimo anno evidenzia la crescita di assunzioni a tempo indeterminato, grazie alla norma sull’esonero contributivo, contenuta in Legge di Stabilità 2015 (legge 190 del 23 dicembre 2014), che ha favorito 73.777 assunzioni, di cui 11.685 solo nell’ultimo mese di dicembre.

Nel corso dell’intero anno, si sono registrate 21.103 trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e 3.046 consolidamenti di rapporti di apprendistato (nel 2014 le trasformazioni ed i consolidamenti si fermarono in tutto a 18.133). A beneficiarne sono stati soprattutto operai ed impiegati. Spicca il dato relativo alle assunzioni a tempo indeterminato che sono aumentate di 23.045 unità, pari al 23,6 per cento rispetto all’anno prima (97.527 nel 2014).

Sempre rispetto al 2014 in calo, invece, le assunzioni a termine (da 198.785 a 186.057) e quelle in apprendistato (da 8.753 a 6.238). In termini percentuali, le flessioni sono, rispettivamente, del 6,4 per cento e del 28,7 per cento. Le cessazioni si sono fermate a 281.322, in calo del 7,3 per cento rispetto al 2014 (erano 303.556). Il saldo tra assunzioni e cessazioni, dunque, è positivo di 31.545 unità.

Tuttavia, la Puglia è lontana dalle perfomance di assunzioni a tempo indeterminato registrate in altre regioni e si piazza al penultimo posto in Italia, mette in guardia il rapporto di Confartigianato. Sopra la media nazionale (+46 per cento), spiccano Friuli Venezia Giulia (+109,7 per cento), Umbria (+83,4), Piemonte (+76,6), Marche (+74,7), Emilia Romagna (+68,8), Veneto (+65,4), Liguria (+63,9), Lazio (+62,9), Trentino Alto Adige (+60,5), Lombardia (+52), Valle D’Aosta (+51), Sardegna (+47,2) e Toscana (+46,4).

I risultati peggiori, al di sotto della media nazionale, si riscontrano nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata (+36,3), Abruzzo (+32,1), Campania (+29,4), Molise (+28,3), Calabria (+25,6) e Sicilia (+13,6).

I dati degli occupati in Puglia - Rapporto Confartigianato-2

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