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Crisi occupazionale: "Basta con la sconsiderata politica del no a tutto"

Antonio Licchello, Uil: "Tutti i comuni della provincia sono interessati da questa gravissima situazione. Un trend negativo senza soluzione di continuità"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario provinciale della Uil Brindisi, Antonio Licchello, sulla crisi occupazionale che affligge il territorio, in vista della festa dell'1 maggio. 

I dati della disoccupazione in nostro possesso al 31 dicembre scorso confermano la gravità della situazione nella provincia di Brindisi. Oltre 85mila disoccupati: 38mila uomini, quasi 48mila donne su un totale di popolazione attiva di quasi 265mila persone. Dal 31,03 per cento di maggio 2017 il tasso di disoccupazione è aumentato al 32,24. L’1,21 per cento in più che, se a prima vista potrebbe sembrare ininfluente, nella sostanza è molto significativo rispetto a quello nazionale che è del 10,8 (dati ISTAT – aprile 2018). Quasi 3 volte di più. San Pancrazio è al primo posto della graduatoria con il 38,19, Torchiarolo al secondo 36,71, poi Brindisi 35,85, Mesagne 35,07, Ceglie M.ca 34,64 e via via gli altri comuni fino al 25,67 di San Donaci. 

Tutti i comuni della provincia sono interessati da questa gravissima situazione. Un trend negativo senza soluzione di continuità che colpisce la collettività brindisina da tempo immemore e non accenna a diminuire. In evidenza la drastica differenza tra quella maschile e quella femminile. Su 2600 disoccupati in più rispetto a maggio 2017 oltre 2.200 sono donne. Una cosa veramente inaccettabile. Nel Congresso territoriale della UIL di Brindisi, appena concluso, il tema è stato al centro del dibattito. Le cause sono molteplici. 

La malattia tarda a guarire. Ci sembra che anche nella campagna elettorale in corso i candidati non si preoccupano di visitare il grande malato per avere una diagnosi precisa ed indicare le cure necessarie per la guarigione. Tante sono le responsabilità che l’hanno causata! Principalmente la sconsiderata politica del NO!, oltre la mancanza di attenzione delle Istituzioni locali e regionali perché negli ultimi 15, 20 anni non è stato fatto niente se non dire NO! a tutto. 

La mancanza di leadership istituzionale ha peggiorato la situazione. Come si sa 7 Comuni della provincia sono commissariati. Primo tra tutti il comune capoluogo già dall’anno scorso. A nulla è valso il documento sullo “Stato di crisi del territorio” e la proposta di un “Patto per lo sviluppo ed il lavoro” consegnato al Governo ancora in carica.  Promesse tante, risultati nessuno fino ad ora. Ma non demordiamo. Non siamo abituati a rimanere con le mani in mano. Lo riproponiamo in toto, vista la disattenzione della politica locale. Sollecitiamo, sin da oggi, le forze politiche in competizione sul tema e ci aspettiamo che tutti i partecipanti lo facciano proprio. 

Soprattutto sulle grandi vertenze brindisine da affrontare con grande determinazione ed unità di obiettivi da raggiungere per la tutela del posto di lavoro, la ripresa economica ed occupazionale. Con Cgil e Cisl abbiamo continuato la nostra paziente ricerca di nuove opportunità e di sostenitori disposti a partecipare con idee e progetti utili. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con Confindustria e Cna di Brindisi, una sorta di cabina di regia provinciale per sollecitare l’intervento della regione Puglia e del Governo per utilizzare le risorse già disponibili della legge 181 e successive disposizioni che prevedono la realizzazione di progetti di investimento produttivo in zone di crisi complessa.

Confindustria e Cna si sono impegnate a cercare società disposte ad investire a Brindisi per rilanciare con progetti di sviluppo sostenibile il nostro territorio. Fatelo anche voi!
 

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