Crisi del porto di Brindisi, D'Attis: "Il governo convochi un tavolo"

Il deputato ha presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo economico

"Abbiamo presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo economico per metterli a conoscenza della crisi ormai insostenibile che interessa le attività portuali e l'intero comparto produttivo industriale della città di Brindisi". 
Lo affermano i deputati di Forza Italia, on. Mauro D'Attis e on. Vincenza Labriola.

Le 200 imprese legate alle sorti del porto di Brindisi

"Il processo di decarbonizzazione che coinvolgerà il porto di Brindisi è imprescindibile per la salvaguardia dell’ambiente - continuano D'Attis e Labriola-, ma il governo ha il dovere di fare in modo che possa essere un’occasione di sviluppo e prosperità economica e non si trasformi invece in un dramma per migliaia di famiglie brindisine".

Porto di Brindisi: la rivolta delle imprese

"La preoccupazione delle imprese e dei lavoratori è condivisibile poichè a Brindisi larga parte dell’economia è collegata al funzionamento della centrale termoelettrica alimentata proprio a carbone. La riconversione comporterà una diminuzione del numero dei lavoratori impiegati all’interno della centrale e di quelli impiegati nell’indotto, oltre a comportare una complessiva diminuzione dei flussi commerciali nel porto della città. Tale situazione si inserisce tra l'altro in un contesto già difficile e insostenibile per l’economia brindisina in cui altri settori, come quello aeronautico, versano da tempo in un profondo stato di crisi".

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"Per questo motivo, sostenendo le istanze delle associazioni di impresa e dei sindacati, abbiamo chiesto al governo se e quando è intenzionato a convocare il tavolo di crisi e quali azioni intende adottare per salvaguardare le imprese ed i lavoratori del porto di Brindisi e del comparto industriale, compreso quello aeronautico", concludono i due deputati.

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