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La nave da crociera Kristina Katerina

La nave da crociera Kristina Katerina

Crociere e banchine, ancora intoppi

BRINDISI - Sosta di mezza giornata oggi a Brindisi della motonava da crociera finlandese Kristina Katarina, della compagnia Kristina Cruises Oy, proveniente da Argostoli, dopo precedenti tappe a Chios in Egeo e prima ancora a ritroso Istanbul e Mar Nero.

BRINDISI - Sosta di mezza giornata oggi a Brindisi della motonava da crociera finlandese Kristina Katarina, della compagnia Kristina Cruises Oy, proveniente da Argostoli, dopo precedenti tappe a Chios in Egeo e prima ancora a ritroso Istanbul, Sebastopoli, Odessa e Costanza in Mar Nero. Con poco meno di 6 metri di pescaggio, questa piccola unità (137 metri fuori tutto di lunghezza), è stata ormeggiata alla banchina Carbonifera sotto la ex stazione marittima, essendo in corso gli interventi di rettifica della banchina ex Montecatini sulla sponda opposta del Seno di Levante, nelle intenzioni destinata proprio ad ospitare navi da crociera più grandi.

Ma con un problema non di poco conto: anche se è previsto dall'appalto e dal contratto tra Autorità Portuale e Fincosit, la società che realizzando l'intervento, anche il dragaggio dei fondali circostanti dagli attuali 7 ai 9 metri necessari per ospitare in sicurezza unità di una certa stazza e pescaggio, questo adeguamento dei fondali è bloccato e rischia di rimanerlo ancora a lungo se l'ente portuale e il Ministero dell'Ambiente non riusciranno a sincronizzare l'esecuzione del nuovo piano di caratterizzazione imposto prima del dragaggio, con i tempi del completamento dei lavori di rettifica della banchina, che si potrebbero concludere già in autunno.

Sembra una missione impossibile, perchè bisognerà ottenere l'approvazione del nuovo piano di caratterizzazione in sede di conferenza di servizi istruttoria a Roma, e se tutto va bene ottenere il via libera in sede di conferenza dei servizi decisoria sempre al Ministero dell'Ambiente. Tutto ciò è necessario per trasportare i fanghi di dragaggio, che secondo le stime potrebbero attestarsi sui 10mila metri cubi, nella vasca di colmata di Costa Morena Est dove potrebbero essere impiegati per i riempimenti secondo il piano iniziale.

Nel caso i tempi del nullaosta ministeriale non combacino con la fine dei lavori, si dovrà ricorrere o ad un prolungamento dei tempi di consegna, per consentire a Fincosit di eseguire anche i dragaggi, oppure Fincosit dovrà rinunciare e si procederà a nuovo appalto solo per il dragaggio (ma questo renderà inutilizzabile la banchina sino al completamento dell'escavazione dei fondali), oppure si dovrà lasciare il fondale ai 7 metri e rinunciare a navi più grandi, ma sarebbe paradossale dopo aver speso 5 milioni per dedicare la banchina ex Montecatini alle navi da crociera di un certo tonnellaggio.

Chi ha ha creato questo stop? Gli uffici del ministero o quelli dell'Authority? E' colpa della zona Sin, che comprende anche gran parte del porto e delle acque ad esso antistanti, o dei progetti che non considerano a dovere il complesso problema delle bonifiche? E non è anche colpa degli scarichi inquinanti industriali, che alla fine un certo danno lo provocano, e sono danni che sottraggono risorse all'economia (va ricordato a chi parla di difesa del lavoro a qualunque costo)?.

Chissà se Haralambidis è disposto a spiegarlo. Fatto sta che ora al direttore dei lavori Pasquale Fischetto deve subentrare il nuovo responsabile della sezione tecnica Francesco Dileverano, che la responsabile ambiente del progetto è in maternità e che il supervisore amministrativo, Nicola Del Nobile, non c'è più. Quindi, la situazione non è delle più favorevoli anche dal punto di vista del controllo delle operazioni.

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