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Giovedì, 23 Maggio 2024
Economia

Cronaca di una serata speciale, con alcool, fumo e... molto altro ancora

Pino De Luca ci racconta una serata speciale, a base di grandi vini, ottimi sigari e specialità enogastronomiche locali. Una cena non indicata per certi salutisti...

Il fumo fa male. Verità certa, assodata e, senza dubbio alcuno, oggettiva e indiscutibile. L’alcool fa male. E che vogliamo negarlo? E la gola non è uno di quei peccati che, come minimo, ti condannano a passare dal Purgatorio se non ti scaraventano nelle fiamme dell’inferno?

Non farò i nomi di questi sciagurati che hanno scelto la via del peccato, della malattia e del degrado. Dio, se esiste, sa come si chiamano e chiederà loro il conto e il corpo lo farà prima di tutti gli altri. Miei cari amici integralmente “salutisti” e tanto ferventi della professione di fede da rimpiangere la Santa Inquisizione già vi vedo sorridere. Tante anime da “salvare” e tanti corpi da castigare… un vero profluvio di felicità per esorcisti e convertitori.

C’ero, con quasi tutta la famiglia, in questo luogo da sogno a consumare una splendida cena partita a pane e olio come si comanda e poi esplosa in una vera e propria orgia enogastronomica.

Un saluto con verdure in tempura, piccoli sandwich, pettole, pezzettini di focaccia barese accompagnati da un calice (ma anche due, tre, quattro…) di Ferrari perlé e poi in sala, splendida, grande, di bianco vestita come una sposa trepidante.

Il menù si dipana da una crema di zucca (halloween è appena passato) con gamberetti ed una sorta di “parmigiana cruda” composta da melanzane, capocollo, provola affumicata, rucola e vincotto balsamico. Non puoi che accompagnare il tutto con un rosato brillante (Le Pozzelle di Candido).

Un assaggino di fave e cicorie (irrorato generosamente dall’olio di Donna Olearia appena franto) e una crosta di cavatelli (Senatore Cappelli di Enzo Cardone) con funghi porcini. E già tutti partono con il rosso della serata: un Duca d’Aragona che espande i suoi profumi appena lo apri. E già pregusti il piatto di portata: un cartoccio di agnello con patate e lampascioni che, da solo, vale almeno quindici anni di compagnia di Ciacco.

E tra un piatto e l’altro due cervantes “impegnativi” e dai nomi importanti: prima un Por Larranaga e poi un Montecristo.

La sala è grande e areata, nonostante tutti o quasi si godano il loro sigaro i non fumatori non ne traggono alcun nocumento.

Frutta e gelato (un gelato di malaga al sigaro Criollo fatto dal fratellone Mimmo Persano) e giù Moscato d’Asti, fino ai dolci di Giovanni Venneri che si sono sposati con il Paule Calle.

Poi la comparsa delle sorprese che non sto qui ad elencare ma solo per non indurre in tentazione.

I big della serata senza dubbio alcuno l’olio Francesco Barba, il capocollo di Giuseppe Santoro, i gadget dei prodotti di Cosimo Vizzino e di Antonio Venneri, la grappa Segnana e alcuni oggetti “cult” per collezionisti di cavatappi e custodie per sigari.

Buona musica, ottima compagnia, locale stupendo: il Relais del Cardinale, chi non lo conosce non sa cosa si è perso.

La via del ritorno è triste, ma ormai è tardi e gli scrupoli aggravano i pensieri. Dovrei pentirmi, confessare i miei peccati e passare al cilicio? O basta leggere il Vangelo e le cronache giornaliere?

È tardi per ogni cosa, adesso si va a letto godendosi l’ebbrezza che una esperienza così bella ti incolla sulla pelle e sull’anima. La mattina apri il giornale e apprendi che qualcuno ha appestato la terra di veleni e che decine di migliaia di persone si sono ammalate e si ammalano di cancro per il semplice fatto di respirare.

I veleni hanno ammorbato l’acqua e i bambini muoiono perché la bevono.

Pensi a chi sapeva queste cose e ha taciuto per decenni, facendo finta che tutto andasse bene. E pensi d’esser fortunato perché fumare un sigaro e bere un buon vino rende tanto felici e, magari, ridurrà la tua vita di un giorno ma allungherà il piacere di moltissimi secoli.

E per il peccar di gola lascio la Divina Commedia e mi rivolgo al Vangelo: Poi, chiamata a sé la folla, disse loro: "Ascoltate e intendete: Non ciò che entra nella bocca contamina l'uomo, ma è quel che esce dalla bocca che contamina l'uomo" (Mt,15 – 10,11)

E conscio di aver usato in una sera così splendida solo parole di amore e di verità, me ne vado allegramente zompettando felice di aver rinunciato ad un giorno di vita in cambio di una sera di gioia imperitura: sigaro, cognac e praline non sono elisir di lunga vita, ma, condivisi in così vasto convivio, forse allargano la vita ma di certo la rendono più felice.

A che serve vivere un giorno in più se quel giorno devo esser triste e disperato? Si attendono conversioni che il 29 novembre comincia il corso per Catadores (fumatori di sigaro, che noi le cose le facciamo consapevolmente!!!)

Grazie Nicola, grazie Francesco, grazie Flavio e grazie Giuseppe. Collaborare con voi è meraviglioso. L’Alto Salento Cigar Club è davvero un bel pezzo di mondo.

Ah, ecco come volevo finire: Che dobbiamo pensare quando ci parlano del “Marketing Territoriale”?

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