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Porto: "Un commissario straordinario per sbloccare le infrastrutture"

La richiesta del deputato Mauro D'Attis: "Cassa di colmata e banchinamento Capobianco bloccati da atteggiamenti ostruzionistici"

BRINDISI – Mauro D’Attis chiede la nomina di un commissario straordinario per il porto di Brindisi. Questa la proposta avanzata dal deputato di Forza Italia per sbloccare le infrastrutture impantanate da anni nei meandri della burocrazia. Il riferimento è in particolar modo alla cassa di colmata per la realizzazione di nuovi approdi a Sant’Apollinare e al banchinamento della colmata di Capobianco: opere per le quali sono previsti dei finanziamenti nella bozza del recovery plan. 

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“Il porto di Brindisi - afferma il parlamentare - continua a far registrare notevoli ritardi nel completamento infrastrutturale che consentirebbe un reinserimento nei traffici commerciali del Mediterraneo. Un ritardo dovuto a complessi iter burocratici, così come a ben individuabili atteggiamenti ostruzionistici”.  Per la cassa di colmata è previsto un finanziamento da circa 39 milioni. E’ pari a 20 milioni, invece, la somma stanziata dal governo per dotare di banchine la colmata di Capobianco. Si tratta di opere di vitale importanza per lo sviluppo dei traffici portuali, “e per le quali – afferma D’Attis - è necessaria la nomina di un commissario straordinario, così come già previsto per le principali opere programmate dal Governo per i prossimi anni”. “E’ l’unico sistema – prosegue - per evitare che anche questa volta vadano in fumo finanziamenti e speranze di rinascita del porto di Brindisi”.

Nel corso di una conferenza stampa convocata lo scorso 14 gennaio, il deputato azzurro manifestò l’intenzione di depositare un'interrogazione parlamentare sui ritardi che si stanno accumulando nell’iter autorizzativo del progetto della vasca di colmata, che da tre anni è in fase di valutazione. Il parlamentare riferì inoltre di voler vagliare la possibilità di un esposto presso la Procira della Repubblica per i reati di abuso d’ufficio o omissione di atti di ufficio, nei confronti degli uffici che seguono il procedimento. D’Attis parlò infatti dell’interesse di qualcuno, da individuare, a boicottare il porto. 

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