Martedì, 16 Luglio 2024
Economia

Dcm, c'è l'accordo: richiesta di altri dodici mesi di cassa integrazione

Per coloro che rinunciano a ogni azione legale nei confronti dell'azienda, che aveva previsto i licenziamenti. Incontro fra sindacati, società, istituzioni locali e task force per le emergenze occupazionali

BRINDISI - L'accordo, ricercato già da qualche giorno, c'è stato ieri, 26 aprile: cassa integrazione per un anno per i lavoratori Dcm. Ma dovranno rinunciare all'azione legale nei confronti dell'azienda. Infatti, la maggioranza dei lavoratori Dcm ha approvato l'accordo sindacale unitario sottoscritto con la mediazione della task force regione Puglia, per il ritiro dei licenziamenti da parte della azienda, con l'impegno di avviare la nuova richiesta di 12 mesi di cassa integrazione con finalità occupazionale.

L'accordo, raggiunto il 26 aprile, se non avrà ulteriori altri intoppi, eviterà il licenziamento dei lavoratori, che verranno posti invece per altri 12 mesi in cassa integrazione, in attesa di una possibile ricollocazione con la ripresa del settore aerospaziale. La Fiom Cgil Brindisi aveva già nelle passate settimane preannunciato la possibilità della positiva intensa tra le parti, intesa confermata dalla sottoscrizione unitaria di tutte le sigle sindacali, sia confederali che autonome del territorio. 

Scorrendo il verbale dell'incontro, si possono ripercorrere brevemente le traversie dei lavoratori Dcm: il 3 novembre 2021, la doccia fredda. Dcm aveva comunicato il licenziamento collettivo di tutto il personale in organico. Si sono tenuti vari incontri con i sindacati, finiti in un nulla di fatto: al periodo di cessazione dell'attuale cassa integrazione, il 26 aprile, i lavoratori sarebbero stati licenziati. Nel frattempo anche la task force regionale e Arpal si sono attivate, per cercare una via d'uscita per i lavoratori.

Con la legge di bilancio 2022, il legislatore, tenuto conto della crisi seguita alla pandemia da Covid-19, ha ampliato di fatto la possibilità di fare ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria anche per cessazione di attività, a condizione che il ricorso sia frutto di accordi sindacali che coinvolgano le istituzioni regionali, attivando percorsi di riqualificazione e formazione professionale, volti a consentire transizioni occupazionali. La Regione Puglia si è resa disponibile ad agevolare la transizione dei lavoratori Dcm.

Poi, il verbale entra nel vivo dell'accordo: la società, la Dcm, revocherà i licenziamenti per tutti quei lavoratori che rinunceranno a ogni azione legale nei confronti di Dcm. La società, su richiesta delle organizzazioni sindacali, si impegna a inoltrare richiesta per ulteriori dodici mesi di cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti. Al termine del nuovo periodo di cassa integrazione, Dcm intimerà il licenziamento dei lavoratorie che, alla fine del periodo di transizione occupazionale, saranno ancora dipendenti della società.

Se il Ministero non dovesse autorizzare la cassa integrazione, la Dcm potrà intimare i licenziamenti. La stessa società potrà effettuare, anche nel corso del periodo di cassa integrazione, il licenziamento di quei lavoratori che abbiano manifestato per iscritto la volontà di non opposizione. La task force, dal canto suo, si impegna a convocare entro luglio 2022 un primo incontro di monitoraggio - i successivi con cadenza trimestrale - per verificare la gestione dell'ammortizzatore sociale.

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