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Economia

Dcm, corteo Cobas e incontro a Bari per il destino dei lavoratori

Ad aprile il rischio di licenziamenti. Cauto ottimismo dopo la riunione in Regione con la task force sulla occupazione

Il sindacato Cobas ha organizzato questa mattina, 31 marzo, a distanza di pochi giorni dal primo, il secondo corteo per le strade di Bari contro i licenziamenti nel mese di aprile dei lavoratori della Dcm, ex Gse. Dopo il corteo, il Cobas ha partecipato alla Regione, su invito della task force regionale sulla occupazione guidata dal presidente Leo Caroli, a una riunione del Comitato di Monitoraggio su questa situazione. La storia risale al 2018, quando all'epoca il nuovo acquirente divise Gse in due società, Dar e Dcm, la prima operativa e la seconda in attesa di una ripresa lavorativa, scenario di fatto mai avvenuto, ricostruisce il sindacato.

Nei mesi scorsi venne resa nota la decisione del nuovo piano industriale del gruppo Dema che prevederebbe la chiusura dei due stabilimenti di Brindisi (uno della stessa Dema e l'altro della controllata Dar), "decisione ora cambiata in una possibile vendita da parte del gruppo Dema", spiegano sempre dal Cobas. Dopo una lunga discussione, le parti sarebbero d'accordo su due punti che alimentano piccole speranze di una ricollocazione lavorativa dei dipendenti Dcm, prossimi a fine aprile a licenziamenti definitivi.

Alla fine della riunione il presidente Leo Caroli ha spiegato la posizione condivisa da tutti: la costituzione di un "bacino di professionalità" formato dai lavoratori Dcm che possono essere chiamati a lavoro in caso di assunzioni da tutte le società del settore aeronautico brindisino, con l'auspicio che il possibile nuovo acquirente possa ricomprendere così anche i lavoratori Dcm. Il 12 aprile il gruppo Dema sarà a Napoli in Tribunale per un possibile concordato, da cui può scaturire l'acquisto di Dar da parte di un possibile acquirente, qualificato nel corso della riunione come la società Italsistemi, che è una società del settore aeronautico di caratura nazionale.

Inoltre, la Regione Puglia sosterrà eventuali percorsi di ricollocazione lavorativa con misure di sostegno economico e di formazione professionale al passo con i tempi. Sono ancora in ballo, ha spiegato il presidente Leo Caroli, 23 milioni del vecchio patto per la chimica che possono essere utilizzati per aziende che vogliono investire a Brindisi. Concludono dal Cobas: "Abbiamo lasciato la sala della Regione Puglia con una piccola speranza in più e la certezza di non mollare; l'obiettivo è quello di salvare i lavoratori Dcm e le loro famiglie.

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