Martedì, 27 Luglio 2021
Economia

Dcm, il tavolo: altre sedici unità in cassa integrazione

Incontro organizzato dal ministero del Lavoro. I sindacati propongono la formazione e il reimpiego produttivo per tutti i dipendenti

Immagine di repertorio

BRINDISI - Estesa la richiesta di prosecuzione di cassa integrazione per tutti I lavoratori della Dcm a partire dal mese di gennaio 2021. Si è tenuta oggi (19 gennaio 2021) una videoconferenza; presenti un rappresentante del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Marco Sabatini e Andree Luraghi per la Dcm e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil (rappresentata da Angelo Leo), Uilm Uil, Ugl Metalmeccanici, Fismic e Cobas. Ai 74 lavoratori già in cassa integrazione della Dcm, si aggiungono altri 16 lavoratori che avevano sospeso il loro rapporto con Dcm. Quattordici di loro lavoravano presso Dar e altri due presso terzi.

La Dcm è una delle due aziende che venne costituita nel gennaio 2018, dopo il fallimento della Gse, che operava nel ramo aerospaziale. La Dar e la Dcm, entrambe del gruppo Dema, ne rilevarono le commesse. La Dar ha sempre operato a pieno regime. Per quanto riguarda la Dcm, c'era l'impegno di far confluire il lavoratori all'interno della Dar. A distanza di tre anni i lavoratori Dcm sono ancora in cassaintegrazione.

Tutte le organizzazioni sindacali che hanno partecipato alla call conference organizzata dal ministero del Lavoro per l'esame congiunto richiesto dalla società Dcm Distressed Companies Management Srl. hanno firmato il verbale d'incontro proponendo da subito un incontro con la task force regionale Puglia per avviare una pratica di politiche del lavoro che consenta a tutti i lavoratori la formazione e il reimpiego produttivo.

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