Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Comune in deficit, tagli anche alla spesa sociale. Incognita sullo staff

L’assessore al Bilancio: “Razionalizzazione di tutte le voci non necessarie se si vuole arrivare al pareggio”

BRINDISI – Se il Comune di Brindisi vuole superare il tunnel del deficit di bilancio, scongiurando il rischio del dissesto, deve tagliare tutte le spese superflue in ogni settore. Senza alcuna eccezione. L’onda lunga dell’austerity è arrivata sino ai Servizi sociali, dove è stata già avviata una ricognizione delle voci di costo, con diversi tagli, e presto dovrebbe arrivare allo staff del sindaco Riccardo Rossi che incide sul bilancio per quasi 82mila euro l’anno.

I tagli

Cristiano D'ErricoNon si sono altre possibilità di sopravvivenza alla crisi economica, se non mettere in pratica il principio del risparmio, così come fanno le famiglie costrette a fare i conti con uno stipendio troppo esiguo per arrivare alla fine del mese. Solo in questo modo a Palazzo di città sarà possibile arrivare al pareggio tra entrate e uscite. Ad oggi, a conti fatti, la forbice tra le due voci è pari a undici milioni di euro.

“Siamo partiti da meno 14 milioni di euro”, ricorda l’assessore titolare della delega al Bilancio, Cristiano D’Errico. “Con il dirigente del settore Servizi finanziari, l’indicazione data a tutti i servizi è una e una sola: tagliare tutto quel che non è necessario, nel senso di non obbligatorio”.

I servizi sociali

In linea con tale indicazione, è la delibera che la Giunta ha approvato lo scorso 3 aprile e che riguarda i “servizi e gli interventi in campo sociale” (era assente solo il vice sindaco, Elena Tiziana Brigante). L’esecutivo ha deciso di “prevedere ipotesi di pianificazione atte a conseguire una riduzione della spesa sociale”, precisando che in nessuno caso, si andrà a “incidere sul livello delle prestazioni offerte e dei servizi da rendere alla cittadinanza”.

Le strategie, stando alla delibera, sono tre. La prima comporta una “ulteriore verifica della situazione socio-familiare dei minori ricoverati nelle strutture, al fine di valutare – ove possibile – il rientro in famiglia”. In alternativa, il Comune pena a “forme di affido familiare con eventuale aumento del contributo previsto dall’attuale regolamentazione”.

La seconda azione si riferisce alla “revisione del regolamento per l’accesso alla prestazioni sociali e per la compartecipazione degli utenti ai costi degli interventi e dei servizi”. In tale ottica, stando alla decisione della Giunta, “le prestazioni economiche per problemi di salute possono essere erogate in presenza di spese per motivi sanitari, già sostenute e documentate, nei limiti di 300 euro annui e nel valore massimo di Isee pari a 5mila euro”. Dovrà, infine, essere rivisto l’accesso differenziato per fasce di reddito  ai fini della fruizione dei servizi per disabili e anziani.

Lo staff del sindaco

Al momento resta in piedi lo staff che affianca il primo cittadino: una segretaria particolare e una portavoce responsabile della comunicazione esterna. La spesa relativa agli anni 2019 e 2020” è pari a “81.682,23 euro (l’anno, ndr), oneri compresi e si riferisce a entrambe le unità di staff, così come è avvenuto nella precedente Amministrazione. Domanda: cosa intende fare il sindaco Rossi? La risposta, in realtà, sembra averla già data l’assessore D’Errico.


 

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