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Delegazione di una importante holding turca visita il porto di Brindisi

Yildirim Group ha varie aziende e partecipazioni nel settore del trasporto marittimo e della movimentazione delle merci

BRINDISI - Una delegazione della Yildirim Holding, un gruppo turco dalle molteplici attività, incluse quelle marittime e portuali, ha visitato questa mattina il porto di Brindisi per verificare le condizioni di possibili investimenti. Lo fa sapere l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Se la Malta Freeport Terminal Ltd, una delle joint venture di Yildirim Holding, è la stessa che aveva il 40 per cento della Bti, quella Brindisi Terminal poi fallita di cui l’altro 40 per cento era della Papalini di Mario Salucci, e il restante 20 del Comune di Brindisi, si tratta in qualche modo di un ritorno, ma con prospettive certamente molto diverse.

La delegazione del gruppo era guidata dal presidente e amministratore delegato Robert Yuskel Yildirim, che è stato accolto dal segretario generale dell’Adsp, Tito Vespasiani, e dai dirigenti dell’ufficio portuale di Brindisi. Nel corso dell'incontro sono state illustrate alla delegazione turca “le numerose possibilità offerte dal porto di Brindisi per lo sviluppo di nuovi traffici”.

“Nel dettaglio – prosegue una nota sulla visita commerciale - la presentazione ha evidenziato la significativa rete infrastrutturale presente nello scalo, potenziata ultimamente dalla realizzazione del raccordo ferroviario che ha portato i binari direttamente allo sporgente di Costa Morena Est, che si caratterizza per le capacità infrastrutturali di accogliere il traffico container. Lo sporgente di Costa Morena Est misura complessivamente 20 ettari di superficie operativa con due banchine della lunghezza di 400 metri per 600 metri, con pescaggio fondali di meno 12 metri”.

La delegazione di Yildirim Holding ha poi visitato il porto, tour durante cui si è parlato delle opere predisposte dall'Adsp  nell'immediato futuro, “il dragaggio dei fondali (che andrà ad aumentare le batimetrie summenzionate fino a meno 14 metri) e la realizzazione della cassa di colmata, opere finalizzate ad aumentare la capacità recettiva delle banchine, anche per le navi di ultima generazione”.

“I nostri porti presentano delle caratteristiche uniche che vanno assolutamente sfruttate e rese quanto più operative possibile- commenta il segretario generale. Solo dotandosi di infrastrutture moderne e adeguate è possibile attrarre l'interesse di compagnie così importanti su scala internazionale. Al termine della visita, gli ospiti si sono riservati di valutare la possibilità di utilizzare lo scalo marittimo per la gestione delle proprie attività commerciali ed operative”.

           

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