Venerdì, 19 Luglio 2024
Economia

Dema, la protesta dei lavoratori: “Fra qualche mese lo stabilimento chiuderà”

Sit in organizzato dai sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm nell’ambito dello sciopero nazionale dei metalmeccanici. Preoccupazione per le sorti di 62 lavoratori. “Il governo utilizzi i fondi del Pnrr”

BRINDISI – Lo stabilimento Dema di Brindisi potrebbe chiudere entro il primo semestre del 2024. I sindacati manifestano forte preoccupazione per il piano industriale allegato alla proposta concordataria che nei giorni scorsi è stata presentata presso il tribunale di Napoli. La fabbrica del gruppo aerospaziale campano situata nella zona industriale di Brindisi ha fatto da scenario a una manifestazione indetta stamattina (lunedì 10 luglio) da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, nell’ambito dello sciopero nazionale di quattro ore dei metalmeccanici.

Videoservizio: le interviste ai sindacalisti

Destini diversi per Dar e Dema

All’esterno del sito si sono radunati decine di lavoratori. L’ormai atavica vertenza coinvolge anche 82 colleghi dello stabilimento Dar (ex Gse) di Brindisi, di proprietà sempre della Dema. I due siti, però, andranno incontro a destini diversi: mentre Dar sarà con ogni probabilità acquisita da Italsistemi, lo stabilimento Dema, con i suoi 65 dipendenti, sarà accorpato a quello di Somma Vesuviana. Questo sulla base del decreto con cui il tribunale di Napoli, nei giorni scorsi, ha accolto l’istanza di concordato preventivo di gruppo presentata dalle società Design Manufactoring Spa, Cam Srl e Dema Apulia Regione Srl- Dar. La proposta prevede appunto la prosecuzione dell’attività di impresa in via indiretta di Dar, con il passaggio di proprietà ad Italsistemi o a una sua partecipata. 

Più incerte, dunque, le prospettive dello stabilimento Dema. Stamani accanto al cancello dello stabilimento è stato appeso un manichino con una tuta da operaio. Esposti anche degli striscioni recanti le scritte: “Stanchi di essere sfruttati senza essere pagati”; “Inefficienza è attribuire ad altri la colpa del proprio operato”.

Striscioni

Zaurito (Uilm): “Il governo utilizzi i fondi del Pnrr”

I sindacati chiedono un intervento del governo centrale, tramite le risorse del Pnrr. “Nel piano industriale presentato dall’attuale management – dichiara Alfio Zaurito, segretario della Uil Brindisi - c’è scritto che questo stabilimento tra qualche mese chiuderà”. Il sindacalista ricorda come il sito brindisino in origine avesse oltre 200 unità, su un totale di 900 dipendenti del gruppo. Zaurito denuncia un’assenza di politica industriale che si protrae da 25 anni e che sta “subendo il culmine adesso, con il ministro Fitto che dice che i soldi del Pnrr non sono spendibili”.  I sindacati chiedono invece di destinare quei fondi alle imprese, “con un piano serio e una riformulazione delle prospettive industriali, perché la transizione ecologica mieterà ulteriori vittime se non presentiamo un piano e riformuliamo anche le competenze delle maestranze”. “Oggi – conclude Zaurito – manifestiamo per quattro ore, ma se nulla cambierà, saremo pronti a manifestazioni più dure, in autunno”. 

Tamburrano (Fim Cisl): “Si acceleri l’incontro al Mimit”

“Nella tarda serata di giovedì - afferma Michele Tamburrano, segretario della Fim Cisl Brindisi Taranto - siamo venuti a conoscenza di quello che è il piano industriale allegato dal gruppo Dema alla proposta concordataria”. “Si evince - afferma Tamburrano - la chiusura dello stabilimento Dema alla fine del primo semestre 2024 con il conseguente licenziamento di 65 unità oltre a un destino che al momento ci pare poco chiaro riguardo alla Dar”. 
“Come territorio - afferma ancora Tamburrano - non possiamo restare più inermi. Questo ha già gettato nello sconforto 65 famiglie del gruppo Dema. Ma bisogna dare anche certezza alle 85 unità della Dar”. Per questo i sindacati hanno chiesto un incontro alla Regione Puglia, “che avverrà entro il 20 luglio”, spiega Tamburrano. Inoltre è stata chiesta un’accelerazione dei tempi per l’incontro in programma presso il Mimit (Ministero delle imprese e del Made in Italy). “Speriamo di accelerare questi percorso – conclude Tamburrano – altrimenti faremo un sit in sotto la prefettura”. 

Lavoratori all'esterno dello stabilimento

Il segretario nazionale Fim Cisl: “Situazione molto delicata”

Anche il segretario nazionale della Fim Cisl, Valerio D’Alò, ha partecipato alla manifestazione odierna. “”Le metalmeccaniche e i metalmeccanici - dichiara - stanno vivendo una condizione economica e sociale molto delicata. Sono anni che il nostro Paese vede ridursi la sua base produttiva e nell'attuale fase di grandi trasformazioni e di processi di tecnologica-sono mancati da parte della politica e dei governi gli orientamenti e le scelte sui temi del lavoro e interventi di politica industriale che ancora non si vedono da parte del governo attuale e senza i quali si rischia di peggiorare la condizione economica, industriale e sociale già caratterizzata da prospettive di particolare incertezza”. 

“É necessario – prosegue D’Alò - rimettere al centro il lavoro dell'industria metalmeccanica e impiantistica se si vuole una reale transizione, altrimenti si rischia di aggravare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori già appesantita da pandemia, crisi, instabilità geopolitica e da un'inflazione a livelli record, che erode il potere di acquisto dei salari”. “Fim, Fiom e Uilm - conclude D’Alò - oggi si mobilitano per rivendicare il ruolo del pubblico a partire dalle responsabilità del governo. Servono scelte politiche e industriali per far sì che i cambiamenti diventino altrettante occasioni”.
 
 

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