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Dipendenti Valtur in agitazione: "Esternalizzati e concorrenza dei lavoratori da fuori"

Invece di essere assunti dalla Orovacanze, la società che ha rilevato gran parte della Valtur dall'amministrazione straordinaria, ecco una cooperativa esterna. E in più lavoratori trasferiti da strutture di altri Paesi, contratto di lavoro di riferimento quello firmato tra Unci e Confsal. Ce n'è abbastanza

OSTUNI – Invece di essere assunti dalla Orovacanze, la società che ha rilevato gran parte della Valtur dall’amministrazione straordinaria, ecco una cooperativa esterna. E in più lavoratori trasferiti da strutture di altri Paesi, contratto di lavoro di riferimento quello firmato tra Unci e Confsal. Ce n’è abbastanza, secondo i sindacati di categoria provinciali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs Uil, per passare dalle trattative ai fatti. Il personale del Villaggio Valtur di Ostuni originario del territorio ha dichiarato pertanto lo stato di agitazione a partire dal 12 maggio, lunedì.

Si alza la temperatura sino a livelli da piena estate, ma nel villaggio è ancora più alta a causa – accusano i tre sindacati confederali, della palese violazione da parte di Orovacanze degli impegni assunti presso il Ministero dello Sviluppo Economico. I sindacati citano il verbale del 29 ottobre 2013, in particolare il punto 10: “In relazione alle esigenze organizzative e stagionali dei villaggi facenti parte del perimetro di cessione, la Cessionaria garantirà ai lavoratori stagionali il diritto di precedenza già esercitato in forza dei pregressi rapporti di lavoro intercorsi con Valtur".

Uno dei punti principali della vertenza è quello delle esternalizzazioni. “I lavoratori intervenuti hanno espresso forte malumore – dicono i tre sindacati confederali di categoria - rispetto all’esternalizzazione delle attività lavorative a terzi invece del rapporto  diretto con Orovacanze”. Cosa offre ai lavoratori del villaggio di Ostuni la Società Cooperativa Obiettivo Italia Lavoro? La qualifica di socio, il già citato contratto nazionale firmato da un solo sindacato, un periodi di prova preliminare, una retribuzione forfettaria comprensiva di tutti gli istituti contrattuali, la possibilità che il socio possa essere filmato e fotografato durante il lavoro.

Il timore di fondo è quello di perdere un lavoro in un territorio senza altri sbocchi, dicono i dipendenti Valtur,  oltre l’assemblea dei lavoratori ha evidenziato il timore di perdere un’occasione di lavoro, “considerato l’assenza nel territorio,di altre opportunità occupazionali, poiché sembra che alcuni lavoratori trasferiti  d’altri Paesi,  svolgono attività lavorativa nello stesso villaggio di Ostuni”.

La richiesta di fondo è quella del rispetto del diritto di precedenza, la certezza della durata di inizio lavoro e fine lavoro come la stagione scorsa, “almeno la garanzia delle 13 settimane contributive e l’applicazione del contratto nazionale di lavoro del settore turismo sottoscritto dalle scriventi organizzazioni di categoria nazionale”. Intanto dal 12 sino a nuovo ordine i dipendenti della Valtur di Ostuni si raduneranno nell’area antistante i cancelli e proprio nei giorni scorsi il sindaco Tanzarella aveva ricevuto il patron di Orovacanze che aveva assunto impegni per assumere i dipendenti locali del villaggio.

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