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La sede dell'Autorità portuale di Brindisi

La sede dell'Autorità portuale di Brindisi

Diritti portuali, no sospensiva all'Authority

BRINDISI – Sulla questione delle tabelle dei diritti imposti agli armatori a Brindisi, annullati con sentenza dal Tar di Lecce, l'Autorità Portuale di Brindisi incassa un'altra sconfitta davanti al Consiglio di Stato, che le ha negato la sospensiva del provvedimento. E ora per il bilancio, già rinviato, la situazione si fa seria.

BRINDISI - Sulla questione delle tabelle dei diritti imposti agli armatori a Brindisi con atto del presidente dell'Authority, senza passaggio ed approvazione preventiva in Comitato portuale, e perciò oggetto di una sentenza del Tar di Lecce dello scorso gennaio, che aveva annullato tutte le delibere in materia assunte dal 2005 al 2012, nuova vittoria per gli agenti marittimi brindisini ieri davanti al Consiglio di Stato, che ha respinto una richiesta di sospensiva della sentenza sottoscritta da Iraklis Haralambidis.

Grossi guai per chiudere il bilancio dell'ente, perciò, che non è stato presentato entro il 30 aprile probabilmente non a causa di una malattia della funzionaria addetta ai servizi amministrativi, che non costituisce giustificazione per il mancato rispetto dei termini (anche se Haralambidis indica in questo la ragione dello sforamento, nell'intervista rilasciata al nostro giornale), ma piuttosto proprio per l'incertezza sulle entrate legate ai diritti portuali.

Ha fatto di tutto, l'Autorità portuale brindisina per ottenere la sospensiva dal Consiglio di Stato, producendo persino una parere ottenuto dal Ministero dei Trasporti, alla cui acquisizione si era opposto il legale degli agenti marittimi, Tommaso Marrazza. Ma, come già detto, il supremo organo della giustizia amministrativa ha negato la misura cautelare richiesta dall'Avvocatura dello Stato senza addentrarsi nell'esame dei motivi.

Il passo successivo, sarà la valutazione di merito. Quella del Tar di Lecce, della fine del gennaio scorso, individuò la ragione dell'annullamento delle delibere con cui erano state formulate le tabelle dei diritti portuali a Brindisi, nell'articolo 9 della legge 84 del 1994 in cui si stabilisce che il Comitato portuale deve approvare il bilancio dell'ente, e dato che le entrate derivanti dall'imposizione di diritti costituiscono una voce di bilancio, l'organismo ha competenza anche sugli stessi.

Il Tar non era andato oltre questo punto, ravvisandovi un sufficiente motivo di annullamento delle ordinanze individuate, e non entrando perciò nel merito delle altre questioni, come la competenza dell'Autorità portuale a imporre e riscuotere diritti e tasse (anche alla luce dell'ultima legge finanziaria), e quella dell'effettivo impiego delle entrate dai diritti nell'erogazione dei servizi ai passeggeri.

Nelle more, Haralambidis non si è preoccupato di individuare altre fonti di entrata, sviluppando nuovi traffici o razionalizzando il ricorso a prestazioni esterne per le progettazioni, ad esempio, ma nell'intervista al nostro giornale parla addirittura di assunzioni aggiuntive mentre l'organico dell'Autorità portuale di Brindisi è superiore anche a quello dell'Autorità del Levante (che riunisce Bari e altri due porti minori).

 

 

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