Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

Disfattismo su Dorsale adriatica e Brindisi: ma le scelte già fatte si possono cambiare

Ho letto con curiosità, provando una certa ilarità, le interviste del presidente della Camera di Commercio e dell'ex presidente dell'Autorità portuale che hanno definito inutile e fuori tempo massimo la mozione approvata dal consiglio comunale per estendere fino a Brindisi il Corridoio Baltico-Adriatico

Ho letto con curiosità, provando una certa ilarità, le interviste del presidente della Camera di Commercio e dell'ex presidente dell'Autorità portuale che hanno definito inutile e fuori tempo massimo la mozione approvata dal consiglio comunale per estendere fino a Brindisi il Corridoio Baltico-Adriatico. Sostengono che, loro, la questione l'avevano sollevata nel 2013 e nel 2014 ma che avevano riscontrato disinteresse a vari livelli istituzionali. Si tratta di due rappresentanti istituzionali, in questi anni in perenne conflitto tra di loro, oggi sostengono le stesse cose.

Se è vero quanto da loro sostenuto, avrebbero fatto bene ad intendersi su tale questione unendo le forze invece di delegittimarsi reciprocamente. Avrebbero dovuto unire, in quel periodo, le forze e fare più autorevolmente quello che modestamente Left Brindisi ha cercato di fare assieme all'on. Massimo Paolucci, eletto parlamentare europeo solo nel 2014: sollevare il problema, scrivere un documento e sottoporlo alle istituzioni e a tutti i rappresentanti istituzionali, senza alcuna logica di parte. Non è con i convegni sulla Macroregione adriatica (che si prestano più al turismo politico e associativo, né con semplici atti epistolari burocratici che questioni del genere possono essere affrontate.

Se Brindisi è stata esclusa fino ad oggi, la responsabilità è di quanti, avendo funzioni e responsabilità, abituati solo a litigare, non hanno saputo esercitare le proprie funzioni, sviluppare una iniziativa condivisa e una mobilitazione del territorio, pensando di mettersi a posto la coscienza attraverso i tradizionali rapporti interpersonali o di colleganza politica, aspettare che le situazioni precipitassero per poi addossare altri le eventuali responsabilità. I temi come questi richiedono credibilità, condivisione, progettualità e unità e, se è possibile in questi tempi usare parole desuete, mobilitazione e lotta.

Haralambides A Brindisi invece, mentre  si cercava e si cerca ancora da parte di più soggetti singolarmente di avanzare proposte e progetti con la solita logica di fare opere pubbliche al di fuori di qualsiasi visione di programmazione nazionale ed europea(ed anche urbana) si sono decise scelte strategiche e di programmazione da cui la città è assente continuando a pensare ad opere che di fatto possono essere non coerenti con qualsiasi programmazione e come tali non finanziabili o addirittura inutili. Ma quando finirà questo gioco che tanto danno ha arrecato e arreca al territorio?

Nel merito di quanto sostenuto dai due autorevoli rappresentanti, uno ex e l'altro attivo e presidente operativo di una camera di commercio che meno male è destinata al superamento, va ribadito che se le scelte sui corridoi transeuropei sono state già fatte, questo non significa rinunciare alla battaglia che tra l'altro è comune a tutte le regioni e città adriatiche a sud dell'Emilia Romagna. L'errore è sempre quello di pensare al porto di Brindisi come ombelico di un mondo che non c'è più, quando invece il problema che Left ha sollevato e che il consiglio comunale ha fatto proprio, non è il porto in quanto tale ma il sistema infrastrutturale della Dorsale adriatica a sud di Ravenna.

La scelta di istituire le autorità di sistema portuale può far ritornare attuale questa battaglia. Si tratta di considerare il Corridoio Baltico-Adriatico come una rete che si può implementare e interconnettere utilizzando la nuova programmazione nazionale e regionale della logistica e della portualità evitando di sovrapporre iniziative, progettualità di troppi enti o soggetti, per trovare un minimo di coerenza e di unicità di interlocuzione e forse una buona dose di credibilità.

Brindisi con il suo sistema infrastrutturale e anche con il suo porto ha tre occasioni per riproporre un sostenibile ruolo nel corridoio Adriatico: le politiche della nuova giunta regionale e il cosiddetto  master plan annunciato dal presidente del Consiglio per rilanciare e sostenere lo sviluppo del Sud, il piano della logistica e della portualità'. Se non sono chiacchiere e se non sono il riciclo di vecchi elenchi di investimenti e finanziamenti, Brindisi e la Puglia hanno un'occasione formidabile per recuperare il tempo perduto e per riproporre ruoli assieme ad una progettualità condivisa, credibile e coerente. La sapremo cogliere? Riusciremo a liberarci dalla cattiva abitudine del litigare per poi dire che la colpa è sempre degli altri o.....che "io l'avevo detto" o, come va di moda a Brindisi in questo periodo, che c'è sempre un complotto pronto a colpire la città.

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