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Dismissione Federico II: "A rischio tantissimi lavoratori diretti e dell'indotto"

Riceviamo e pubblichiamo l'ordine del giorno delle iniziative sindacali presso la centrale Enel di Cerano, a seguito dell'incontro con i segretari nazionali del comparto elettrico che si è svolto stamani all'interno del sito

Riceviamo e pubblichiamo l'ordine del giorno delle iniziative sindacali presso la centrale Enel di Cerano, a seguito dell'incontro con i segretari nazionali del comparto elettrico che si è svolto stamani all'interno del sito. 

I lavoratori delle diverse Società del Gruppo Enel afferenti al sito di Cerano, riuniti nell’assemblea convocata dalle Segreterie Territoriali di categoria e alla presenza dei Segretari nazionali e delle Strutture regionali di Filctem Flaei e Uiltec, dopo ampia e approfondita discussione sull’ipotesi di Strategia Energetica Nazionale (Sen), esprimono fortissime preoccupazioni rispetto alle ripercussioni negative che si possono determinare sul futuro del sito di Brindisi che tra lavoratori diretti e dell’indotto occupa circa 1200 addetti.

La proposta del Governo avviene mentre nel Paese permane uno stato di crisi economica e di bassa crescita, in particolare nel Mezzogiorno, motivo per cui diventa prioritaria l’attuazione di politiche per uno sviluppo sostenibile che sappiano necessariamente salvaguardare l’occupazione, coinvolgendo in questo, in maniera vincolante, le stesse aziende interessate alla fase di de-carbonizzazione.

L’assemblea rilancia la necessità, già evidenziata dal sindacato confederale e di categoria, della costituzione di un Osservatorio per l’energia, con la partecipazione dei Ministeri competenti, Enti Locali, mondo accademico e Parti Sociali, per avviare una fase di programmazione, consultazione e monitoraggio, finalizzata all’attuazione di una politica energetica sostenibile sia sul versante ambientale che su quello sociale e occupazionale.

L’assemblea ritiene indispensabile una transizione energetica graduale e con tempistiche adeguate, alla quale si affianchi necessariamente un nuovo progetto per il futuro produttivo del sito di Brindisi, sostenuto da un piano dedicato di investimenti.

Per quanto sopra è necessario attivare specifici incontri ai diversi livelli di interlocuzione, con il pieno coinvolgimento dei Rappresentanti Istituzionali del territorio.

L’assemblea ritiene indispensabile portare da subito all’attenzione del Prefetto di Brindisi e, quindi, del Governo la specifica e complessa situazione che rischia di determinarsi per l’impianto Enel di Brindisi che, in assenza di adeguati interventi correttivi sull’ipotesi della Sen e di nuovi investimenti per l’innovazione e la trasformazione della Centrale, rischia di concretizzarsi con la sola dismissione al 2025 e con la conseguente perdita di tantissimi posti di lavoro diretti e dell’indotto.

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