Giovedì, 18 Luglio 2024
Economia

Ditta Cannone, l'allarme del Cobas: "Grave situazione economica"

L'azienda ha più di una quarantina di lavoratori dipendenti nelle attività di nolo a caldo di mezzi di sollevamento, custodia giudiziaria e soccorso stradale, trasporto e movimento terra. Quattro licenziamenti nell'ultimo periodo

BRINDISI - Il sindacato Cobas da qualche mese a questa parte sta seguendo le vicende della ditta Cannone Srl di Brindisi, "che lamenta una grave crisi economica che potrebbe mettere a repentaglio tutti i posti di lavoro se non si interviene per tempo", si legge in un comunicato del sindacato. La ditta Cannone Srl ha più di una quarantina di lavoratori dipendenti nelle attività di nolo a caldo di mezzi di sollevamento, custodia giudiziaria e soccorso stradale, trasporto e movimento terra. Più di venti di questi operai sono impiegati in diverse attività in appalto presso la centrale Enel di Cerano.

Dal confronto della organizzazione sindacale con la ditta Cannone Srl emerge "che da tempo l'azienda lamenta una crisi economica diffusa in tutti i suoi settori operativi, ma la stessa non lamenta però, a quanto ci è sembrato di capire, calo di commesse/attività tali da ricondurre la crisi economica ai mancati introiti. A proposito dei contratti Enel, l'azienda ci ha riferito che non tutti i contratti sottoscritti con Enel sono operativi per cui, secondo l'azienda, all'interno di questi contratti, ci sono attività sospese o ridotte molto probabilmente per via della riduzione operativa della centrale che, a quanto ha dichiarato e confermato Enel, andrà a chiusura entro il 2025 come tutte le altre centrali a carbone sia di proprietà Enel che di altri presenti in Italia".

Prosegue la nota Cobas: "Quasi certamente nel corso dei mesi questo avrà comportato una perdita di fatturazione dell'azienda dovuta proprio a questi contratti sospesi o ridotti da parte di Enel che da parte sua, invece, pretende che tutti i lavoratori siano comunque pagati per evitare problemi. E quindi l'intera fatturazione delle attività reali svolte nella centrale Enel non comprenderebbe le attività sospese o ridotte (che riguarderebbero circa 8 lavoratori secondo quanto ci riferisce l'azienda) e di conseguenza, l’azienda, pur di pagare a prescindere gli stipendi a tutti lavoratori impiegati nella centrale Enel e per evitare di avere problemi con la committente, si è dovuta arretrare con il resto delle maestranze. Infatti i lavoratori lamentano ritardi nei pagamenti delle proprie spettanze, soprattutto i lavoratori che non sono impiegati sugli appalti Enel i quali, molto spesso, subiscono un trattamento diversificato rispetto ai loro colleghi".

Per il Cobas, "la possibilità che la ditta Cannone abbia risentito economicamente della mancata fatturazione per attività sospese e/o ridotte dei contratti in appalto con Enel non è assai remota". Il sindacato Cobas già poneva il problema da almeno più di due anni fa, proprio sulla riduzione delle attività nella centrale che sta andando verso alla chiusura, "perché la logica dei nuovi cambi appalti presso la centrale prevede la riduzione del personale impiegato nelle attività e 'furbescamente' obbliga l'aggiudicatario dell'appalto a farsi carico del personale eventualmente in esubero per non cominciare a creare allarme sociale". 

Per cercare di porre rimedio, quantomeno economico, la ditta Cannone, nel mese maggio di quest'anno, ha chiesto alle organizzazioni sindacali di poter accedere alla Cassa Integrazione Guadagni. Le organizzazioni sindacali, in sede di esame congiunto secondo normativa, hanno accordato la Cigo. Anche il Cobas, con incontro separato, "ha accordato la Cigo chiedendo però il rispetto della rotazione del personale rispetto alle attività fungibili per non recare discriminazione tra i lavoratori e pregiudizio economico così come prevede la normativa a riguardo". Al termine del primo periodo di 13 settimane di Cigo, scaduto alla fine di luglio e regolarmente autorizzato dall'Inps, l'Azienda ha di nuovo chiesto alle organizzazioni sindacali una proroga ulteriore di altre 13 settimane di Cigo, salvo poi decidere di rinunciare alla Cigo e di procedere con il licenziamento di quattro lavoratori impegnati in attività fuori dagli appalti Enel.

Licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo che ad avviso del Cobas sono illegittimi da molti punti di vista: "La nota di colore è che i quattro lavoratori licenziati sono tutti iscritti al sindacato Cobas, ma questo non vuol dire nulla nel caso la ditta dimostri però che è stata una mera coincidenza. Il Cobas valuterà assieme ai lavoratori le azioni legali da intraprendere a tutela degli interessi dei quattro lavoratori licenziati. La grave situazione economica della ditta sta pregiudicando anche il rilascio del Durc (documento unico di regolarità contributiva, ndr) da parte degli istituti previdenziali e sentite le ultime notizie a proposito, per nulla confortanti, difficilmente la ditta potrà ottenerlo entro la fine di agosto per cui gli scenari che si apriranno sono imprevedibili. La Prefettura di Brindisi, da tempo informata dal Cobas della grave situazione aziendale della Cannone Srl, sta seguendo gli sviluppi della situazione".

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