Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

E' rottura Regione Puglia-Confindustria

BARI - "Non c'è più possibilità d'interlocuzione con il reggente attuale di Confindustria". Lo ha detto il governatore della Puglia, Nichi Vendola, in risposta alle pesanti critiche espresse dall'attuale reggente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, alla Regione. Vendola ha confermato la notizia secondo cui sono da ritenere sospesi tutti i tavoli di concertazione con l'associazione di categoria degli industriali. "È un problema che non abbiamo determinato noi - ha detto vendola ai giornalisti - lo abbiamo subito al pari di un attacco ingiurioso ed ingeneroso. Sono molto contento del fatto che larga parte del mondo imprenditoriale abbia espresso disappunto per tono, stile ed argomenti usati dal reggente".

BARI - "Non c'è più possibilità d'interlocuzione con il reggente attuale di Confindustria". Lo ha detto il governatore della Puglia, Nichi Vendola, in risposta alle pesanti critiche espresse dall'attuale reggente di Confindustria Puglia, Angelo Bozzetto, alla Regione. Vendola ha confermato la notizia secondo cui sono da ritenere sospesi tutti i tavoli di concertazione con l'associazione di categoria degli industriali. "È un problema che non abbiamo determinato noi - ha detto vendola ai giornalisti - lo abbiamo subito al pari di un attacco ingiurioso ed ingeneroso. Sono molto contento del fatto che larga parte del mondo imprenditoriale abbia espresso disappunto per tono, stile ed argomenti usati dal reggente".

"I soggetti imprenditoriali che hanno operato con la Regione in questi anni - ha aggiunto - sanno il lavoro che è stato fatto e quali sono i risultati. Risultati che possiamo tutti apprezzare. Ora - ha concluso Vendola - aspettiamo che Confindustria maturi le proprie decisioni. Per noi quella porta si è chiusa e l'attuale reggente non è più un interlocutore". La crisi delle relazioni bilaterali è dunque sancita ufficialmente, e a quanto pare dovrà essere Confindustria a porvi riparo.

Bozzetto aveva attaccato la giunta Vendola su un preciso punto, quello della regolamentazione delle emissioni ambientali. Secondo Bozzetto, dopo aver messo in campo un intervento inefficace sulla crisi del mobile imbottito, aver modificato tardi la legislazione in tema di fonti rinnovabili, aver bloccato centinaia di progetti di imprese, non aver fatto nulla per il pagamento dei debiti che le amministrazioni pugliesi hanno verso le imprese, una serie di aziende "vengono pesantemente messe in pericolo dalla proposta di legge sulle emissioni industriali, approvata all'unanimità dai consiglieri di tutti i gruppi politici della V Commissione consiliare il 23 maggio scorso".

"Le logiche che hanno mosso questa decisione sono le stesse che da tempo utilizza la politica regionale. Innanzitutto l'illegittimità", aveva accusato Bozzetto, parlando di un impegno dei politici, governatore in testa nel "destrutturare e distruggere il sistema produttivo pugliese». La risposta di Vendola era stata lapidaria: "Parli per l'Ilva", aveva replicato il presidente della Regione Puglia a quello degli industriali. Ora la rottura clamorosa, ma inevitabile data la gravità delle accuse che hanno turbato buona parte dello stesso mondo imprenditoriale.

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