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Una passata edizione dello Snim. Sotto, Giuseppe Meo

Una passata edizione dello Snim. Sotto, Giuseppe Meo

"Ecco che funzioni di promozione ha avuto lo Snim a Brindisi"

Caro direttore, ho letto con stupore il suo articolo del 31/01 e credo sia opportuna una replica con qualche precisazione. Probabilmente conosce poco il settore nautico e gli eventi ad esso connessi, ed è doveroso fare una distinzione fra le varie manifestazioni esistenti

Caro direttore, ho letto con stupore il suo articolo del 31/01 e credo sia opportuna una replica con qualche precisazione. Probabilmente conosce poco il settore nautico e gli eventi ad esso connessi, ed è doveroso fare una distinzione fra le varie manifestazioni esistenti. Il Salone di Genova, in Italia, è unico ed irripetibile, in quanto si rivolge alle aziende cantieristiche e a quelle produttrici di accessori, che svolgono durante l’evento attività dedicate alla propria rete vendita nazionale ed internazionale. Le vendite di cui lei parla nel suo articolo vengono fatte dai dealer di zona ospitati dai cantieri stessi.

Tutti le altre iniziative in Italia, compreso lo Snim, si rivolgono invece al cantiere locale, a chi commercializza ed a quelle aziende nazionali che hanno bisogno di trovare distributori sul territorio o vogliono supportarne le attività commerciali. Tutte queste fiere si svolgono in primavera: a febbraio (Roma), marzo (Napoli), aprile (Catania e Venezia), maggio (Pescara). Proprio quest’anno, peraltro, Ucina (sezione nautica di Confindustria e organizzatrice del Salone di Genova) ha deciso di sostenere l’evento di Venezia, in programma dal 21 al 25 Aprile (stesse date del prossimo Snim) a dimostrazione della necessità di sostenere la vendita diretta delle aziende proprio in quel periodo.

Giuseppe Meo, organizzatore dello SnimDetto ciò, uno degli obiettivi di Snim è stato certamente far conoscere e sostenere la produzione regionale che è sempre stata presente. Ne sono testimonianza i risultati portati a casa sia in termini di vendite che di promozione. A supporto del Salone, peraltro in collaborazione con la Regione Puglia, lo sportello Sprint ed il Distretto della Nautica (che ha sede proprio a Brindisi anche grazie alle attività dello Snim) nel corso degli anni abbiamo internazionalizzato il progetto, ospitando operatori ed istituzioni provenienti da Croazia, Slovenia, Montenegro, Turchia. E grazie a ciò le nostre aziende hanno potuto intraprendere importanti rapporti di collaborazione.

Mi permetta ancora una riflessione sui ritorni per il territorio e sui contributi concessi dagli enti locali, che sembra siano considerate somme che gli organizzatori mettono in tasca. Si tratta di contributi alle spese di organizzazione. Per riceverli, abbiamo la necessità di presentare giustificativi di spesa quitenzati (ripeto, quietanzati) pari ad almeno il doppio del contributo riconosciuto (se il Comune concede 40.000 euro bisogna rendicontare per 80.000 euro).

Questo va a tutto vantaggio della promozione del territorio e delle aziende fornitrici: il personale utilizzato durante la manifestazione, i servizi di sicurezza, di noleggio delle attrezzature, le attività di marketing, grafica, tipografiche, agenzia stampa, la pubblicità rappresentano tutte voci di spesa che vanno a beneficio di aziende locali e che assorbono non solo i contributi concessi ma anche le risorse investite da chi organizza.

Poi, proprio perché si svolge in primavera, possiamo ben dire che lo Snim ha contribuito a destagionalizzare (sia pure per una settimana) le presenza in città, garantendo in un periodo di bassa stagione prenotazioni in alberghi e B&B e sostendo le attività commerciali, soprattutto di somministrazione, che hanno beneficiato delle numerose presenze.

Caro direttore, lo Snim non significherà nulla per Brindisi (“il nulla assoluto”, lo ha definito), ma se anche Lei ha utilizzato la telenovela per lo Snim per parlare della Cittadella della Ricerca, che assicuro sta a cuore anche a chi Le scrive, forse dovremo fare una riflessione. Mi scusi ancora e la ringrazio per l’opportunità che mi ha offerto per fare alcune precisazioni e con la stima di sempre voglia gradire i miei più cordiali saluti. (Giuseppe Meo)

Risponde il direttore - Caro Meo, conosco abbastanza il settore nautico da capire che le manifestazioni fieristiche locali non godono attualmente di buona salute. Non confondiamo il salone di Venezia con il resto delle manifestazioni regionali. L'Ucina punta su Venezia addirittura per un grande evento nella primavera prossima (non dopo Genova 2015 ma prima di Genova 2016 e contemporaneamente, in pratica, alle fiere locali) su richiesta di molti produttori interessati alla crescita della domanda dei mercati di Slovenia, Montenegro e Croazia, che stanno moltiplicando gli investimenti nelle strutture per il diporto nautico, quindi anche nel charter. Il Salone di Genova sarà spostato da ottobre a settembre per  anticipare quello di Montecarlo. A Genova, sempre in primavera, Ucina punta ad inaugurare anche un grande salone dell'usato. Tutto al Nord come vede. Ci sarà pure una ragione. Al Sud pacche sulle spalle.

Lo Snim 3-2 I cantieri, oggi come oggi, solo raramente possono permettersi di partecipare a più di due rassegne nazionali ed internazionali, la maggiore parte a più di una malgrado il mercato nel 2015 abbia segnato una ripresa. I clienti le barche vanno a vederle a Genova, poi magari le comprano dai concessionari della loro area (che non sono così numerosi come per il mercato delle auto, soprattutto al Sud). Io vorrei conoscere i numeri della manifestazione che lei ha progettato e organizzato in questi anni, per sapere quante barche ha fatto vendere ai cantieri pugliesi. Penso sia quello l'indice da considerare per valutare il successo di una manifestazione come lo Snim.

Lei ha mai condotto una indagine di mercato sull'impatto dello Snim? Se lo ha fatto, può renderla pubblica? Cosa vuol dire ricevere finanziamenti pubblici e far lavorare vigilanza, allestitori, tipografie, noleggiatori, eccetera? Lei prendi i soldi dagli sponsor pubblici e privati e li investe in organizzazione - tutto quietanzato, nessuno lo ha messo in discussione -, ci par di capire. Ma non può essere solo questo l'impatto di una manifestazione fieristica. Bisogna vendere barche, motori, attrezzature nautiche. Su questo fatturato principale ci mancano i dati, e se lei li fornisse rafforzerebbe le valutazioni positive che fa a conclusione di ogni edizione.

Piuttosto, speriamo che lei non abbia spostato lo Snim solo perchè il Comune di Brindisi le ha inviato la cartella della Tosap, come a tutti gli esercenti di locali pubblici della città, del resto, al Negromaro Wine Festival e alla Regata Internazionale Brindisi-Corfù (che credo avesse comunque già provveduto d'iniziativa). Abbiamo letto qualche giorno fa in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno da Ugo Patroni Griffi, presidente della Fiera del Levante, che sono stati stipulati accordi per una rassegna della nautica in primavera che utilizzerà spazi della fiera e le strutture a mare del Cus. Si tratta dello Snim?

Se è così le auguriamo sinceramente migliori fortune che a Brindisi: noi sappiamo che l'anima dello Snim è lei e non altri, non siamo campanilisti e lei è uno dei tanti brindisini che va a lavorare altrove. Quindi, in bocca alla balena. Ucina dice che gli italiani hanno ricominciato a comprare barche, perciò ne faccia vendere tante anche lei. Magari a Bari le comprano e Brindisi era solo una piazza sbagliata. (Marcello Orlandini)

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