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Edipower-Comune, nessun passo avanti

BRINDISI - Il nuovo incontro tra Comune, Edipower e A2A non fuga i dubbi e le perplessità del sindaco Mimmo Consales e di molti consiglieri di maggioranza e di opposizione. Anche perché i manager delle due aziende continuano a non presentare documenti definitivi, e rimandano sempre a prossimi vertici. Ci si rivedrà ad aprile. Ma una cosa è già certa: la centrale Brindisi Nord continuerà a funzionare a carbone, almeno fino al 2016.

BRINDISI - Il nuovo incontro tra Comune, Edipower e A2A non fuga i dubbi e le perplessità del sindaco Mimmo Consales e di molti consiglieri di maggioranza e di opposizione. Anche perché i manager delle due aziende continuano a non presentare documenti definitivi, e rimandano sempre a prossimi vertici. Ci si rivedrà ad aprile. Ma una cosa è già certa: la centrale Brindisi Nord continuerà a funzionare a carbone, almeno fino al 2016.

Il piano illustrato a grandi linee questa mattina a palazzo Granafei Nervegna da Massimiliano Masi (amministratore delegato di Edipower), Felice Maglio (capo della centrale) e Paolo Rossetti (dirigente generale dell'area tecnico-operativa di A2A, che controlla Edipower) è questo: ad aprile un nuovo incontro interlocutorio con altri dettagli sulle intenzioni delle due società; entro il 13 settembre, data stabilita dal ministero, il piano industriale definitivo (o la decisione di dismettere l'impianto). Per ora si sta valutando di alimentare la centrale per il 90% a carbone e per il 10% (percentuale che potrebbe crescere nel tempo) con biomasse o altri combustibili derivanti da rifiuti. In ogni caso si andrà a regime non prima del 2016.

I tre manager hanno ribadito che "non c'è alcuna intenzione di chiudere" e che terranno fede "alle circa 80 prescrizioni inserite nell'AIA rilasciata dal ministero dell'Ambiente", per rispettare le quali sarebbero stati già spesi un milione e mezzo di euro.

In sala erano presenti molti consiglieri, buona parte della giunta comunale, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei sindacati. Il sindaco Consales ha espresso tutte le sue perplessità. Critiche sono arrivate anche dai consiglieri Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune), Toni Muccio (NoiCentro) e Massimiliano Oggiano (La Puglia prima di tutto). Muccio ha chiesto se le due società hanno intenzione di coprire il carbonile, così come sta facendo Enel per la centrale di Cerano. La risposta è stata secca: «Se realizziamo il carbonile dobbiamo licenziare gli operai». In pratica la struttura è antieconomica, quindi o tutto resta così com'è, oppure è meglio chiudere.

Riccardo Rossi non ha dubbi: «Quella esposta oggi è una evidente proposta dilatoria con un duplice scopo, da un lato vedo se mi autorizzano a far diventare l'impianto per andare a biomasse e rifiuti (che se mi va bene faccio il colpaccio...) nel frattempo prendo tre anni e aspetto. Così evito di mettere soldi, centinaia di milioni di euro, per fare investimenti o per chiudere, con relativo smantellamento e bonifica dell'impianto».

Oggiano ha fatto presente che le dichiarazioni dei tre manager smentiscono quanto scritto nel verbale di assemblea del comitato di sorveglianza di A2A che si è svolta il 29 maggio 2012. In quella occasione il presidente del comitato, Graziano Tarantini, disse chiaro e tondo che «nel settore energia il gruppo non ha necessità di effettuare investimenti, perché gli impianti sono nuovi e ad alta efficienza». O Tarantini non conosceva l'esistenza della centrale di Brindisi, oppure le decisioni del comitato che presiede sono superate. In caso contrario, quelle parole significherebbero che Brindisi Nord è destinata a chiudere. Malgrado le smentite. E con buona pace dei circa 200 dipendenti.

In serata il movimento "Sì Democrazia" ed il suo consigliere comunale, Roberto Fusco, hanno ribadito al loro posizione sull'argomento: «Siamo per la chiusura della Centrale in questione con contestuali opere di bonifica del sito e destinazione dello stesso ad attività portuali e reimpiego del personale presso l'Enel o nelle attività di bonifica o con il soggetto che dovrà svolgere le attività portuali (logistica-container). L'incontro con i manager di A2A ha confermato le nostre preoccupazioni. L'intento del gruppo energetico è quello di "continuare a campare", senza alcun investimento sulla centrale, e procastinare con un nuovo progetto i lavori previsti dall'Aia rilasciata lo scorso 4 settembre. Non si può continuare a prendere in giro la popolazione con il ritornello del ricatto occupazionale».

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