Martedì, 16 Luglio 2024
Economia

"Edison: più confronto sul progetto, ma resta un investimento importante"

La nota di Marcello De Marco, sindacalista della Femca Cisl: "Impianti come questo rappresentano una opportunità da cogliere per alimentare la vocazione industriale ed energetica del territorio"

Sulla travagliata vicenda del deposito Gnl nel porto di Brindisi - progetto targato Edison - si registra la posizione della Femca Cisl, espressa in una nota firmata dal segretario generale Marcello De Marco. Di seguito, pubblichiamo il testo integrale.

Più volte abbiamo sostenuto come Femca Cisl che occorre una visione condivisa di sviluppo industriale in un contesto caratterizzato da una forte crisi per tutto il territorio. Riteniamo doveroso e necessario un approfondimento e un nuovo confronto sul progetto di Edison, questa volta magari rendendo partecipi tutte le parti sociali interessate, quali le associazioni di categoria che sono direttamente coinvolte e competenti, data la natura industriale dell’investimento. C’è la necessità di entrare nel merito della discussione e di analizzare il progetto in modo preciso, in tutte le sue componenti. 

Su questo fronte, Edison ha peccato in comunicazione, non avendo aggiornato gli attori principali del territorio su modifiche progettuali che non inficiano, per quanto ci riguarda, l’apprezzabilità dell’investimento ma che hanno avuto come risultato quello di alimentare dubbi legittimi e soprattutto strumentalizzazioni. Restiamo convinti che impianti industriali come quello che Edison vuole realizzare a Brindisi rappresentino una opportunità da cogliere per alimentare la vocazione industriale ed energetica del territorio e un tassello importante per traguardare la transizione energetica ed economica. La discussione strumentale alimentatasi in città attorno a quello che noi conosciamo bene essere un sistema di sicurezza necessario in tutti gli impianti come quello della torcia, sia essa “alta” o “bassa” (sia chiaro, come Femca Cisl ci batteremo comunque affinché Edison ritorni al progetto originario della grand fleur), non può far perdere di vista, infatti, i ritorni che il territorio avrebbe dalla realizzazione di questo deposito costiero di gnl. 

In attesa di conoscere lo studio del Censis in merito, sono già valutabili gli impatti economici e occupazionali resi noti dalla società. Durante il corso dei tre anni di lavori verrebbero impiegate fino a 170 persone (a Ravenna, ad esempio, il 47 per cento della manodopera impiegata era locale). Si genererebbe inoltre un indotto collaterale legato ad esempio alla nascita di stazioni di rifornimento. Le navi gasiere che occuperebbero quella banchina effettuerebbero circa 100 attracchi l’anno, alimentando servizi a terra e traffici portuali. La stazione di rifornimento di gnl consentirebbe di attrarre navi da crociera che, impiegandoci circa otto ore per il rifornimento, sceglierebbero Brindisi come home port. 

L’infrastruttura rafforzerebbe poi la connessione con la Grecia e potenzierebbe i traffici di rotabili su Brindisi. I vertici di Edison assunsero anche l’impegno di effettuare ulteriori investimenti sul territorio, quali la conversione a gnl dei mezzi di trasporto locale e la cessione di gnl alle industrie locali, soprattutto dell’agroalimentare, che non dovessero essere collegate alla rete Snam e che potrebbero quindi attivare una piccola catena del freddo, producendo frigorie nel momento in cui vaporizzano il gnl. Tutti aspetti che dovranno essere approfonditi e ridiscussi, ma che non possono essere accantonati d’un tratto davanti a chi produce disinformazione speculando sulle paure della gente. 

Purtroppo la mancanza di un sereno e costruttivo confronto in merito al progetto sta alimentando le stesse speculazioni politico/partitiche che hanno sempre lasciato indietro questa città, la cui area industriale meriterebbe ben altre sensibilità istituzionali. Riteniamo, dunque, che solo con un sano dialogo,  da consolidare mediante quel patto territoriale anche di recente auspicato dal nostro segretario generale Cisl Taranto Brindisi Gianfranco Solazzo, sarà pensabile traguardare a Brindisi uno sviluppo industriale sostenibile e di futuro, avvalorando un modello di contrattazione sociale e di confronti istituzionali effettivamente partecipati e vincenti. 

A partire proprio dalla sicurezza degli impianti e da tutte le altre componenti elencate, di cui si fregia questo investimento, al fine di raggiungere un punto d’incontro che veda un progetto condiviso e condivisibile sia sull’aspetto industriale ma anche sul piano della sostenibilità ambientale.

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