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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

Eliminato il treno container, Brindisi rischia 40 posti e perdite di traffico

BRINDISI - Rilanciare il ruolo del porto di Brindisi nella rtete logistica nazionale ed europea? Obiettivo vitale, ma prima bisogna impedire che le rsitrutturazioni decise altrove continuino a sottrarre collegamenti commerciali. Dopo la chiusura dello scalo merci - nell'abito di una ristrutturazione decisa da Rete ferroviaria italiana che ha lasciato operativo solo quello di Bari, ecco anche il taglio del treno che porta al Nord i container in arrivo dalla Grecia. la denuncia arriva dal sindacatop Filt Cgil, che è allarmato per la inevitabile perdita anche di 40 posti di lavoro, e per questo chiama in causa le amministrazioni locali, la Regione Puglia, l'Autorità portuale, e le stesse Rfi e Terminali Italia Srl.

BRINDISI - Rilanciare il ruolo del porto di Brindisi nella rete logistica nazionale ed europea? Obiettivo vitale, ma prima bisogna impedire che le ristrutturazioni decise altrove continuino a sottrarre collegamenti commerciali. Dopo la chiusura dello scalo merci, nell'abito di una ristrutturazione decisa da Rete ferroviaria italiana che ha lasciato operativo solo quello di Bari, ecco anche il taglio del treno che porta al Nord i container in arrivo dalla Grecia. La denuncia arriva dal sindacato Filt Cgil, che è allarmato per la inevitabile perdita anche di 40 posti di lavoro, e per questo chiama in causa le amministrazioni locali, la Regione Puglia, l'Autorità portuale, e le stesse Rfi e Terminali Italia Srl.

"La scrivente segreteria intende sollecitare l'attenzione di tutti quanti in indirizzo per ciò che sta per accadere ai lavoratori dell'azienda Terminali Italia Srl (Società partecipata da Cemat e da Rfi Rete Ferroviaria Italiana) che opera nello scalo intermodale ferroviario di Brindisi (quello di Bozzano, ndr). Dal prossimo 30 giugno, non sarà più operativo il treno che trasporta i containers della compagnia P&O che giungono dalla Grecia nel nostro porto a mezzo nave traghetto e che da li vengono trasferiti, via strada, al terminale intermodale ferroviario per essere inoltrati verso il nord Italia ed Europa da aziende ferroviarie private", denuncia la Filt Cgil.

"Quanto detto avrà sicure gravi ripercussioni economiche ed occupazionali per il nostro territorio (si prevede un contraccolpo su circa 40 lavoratori) in quanto, oltre i lavoratori diretti della società dell'intermodale, verranno interessati anche quelli delle aziende di trasporto che curano il trasferimento dei container via strada. Inoltre anche il nostro porto subirà una ulteriore contrazione nelle movimentazioni portuali con la possibile perdita di una linea di navigazione", prevede il sindacato trasporti della Cgil.

"Va rilevato, inoltre, che la soppressione di questa linea di collegamento avrà ricadute anche per i lavoratori della Ferrotramviaria di Bari che garantisce il trasferimento dei treni dalla stazione di Brindisi fino a destino in cooperazione con altre aziende di trazione ferroviaria private in quanto si ipotizza che il collegamento marittimo sarà diretto verso altri porti adriatici (Ancona). Per quanto esposto, quindi, desideriamo sollecitare tutti gli enti in indirizzo affinché si attivi un urgentissimo tavolo di confronto alla presenza delle aziende interessate teso ad affrontare questa nuova, ennesima, emergenza economica ed occupazionale brindisina e pugliese".

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