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Emergenza opere portuali, incontro stamani al Consiglio superiore dei Lavori pubblici

BRINDISI – Il presidente della terza sezione del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, ingegnere Massimo Sessa, ha fissato per la mattinata odierna una audizione a Roma per il Comune, la Provincia e l’Autorità portuale di Brindisi, nonchè per la Regione Puglia, per valutare possibili soluzioni alla mancanza di progettazione esecutiva per le opere necessarie al porto di Brindisi, ma anche per una concertazione – par di capire – sulle procedure. Infatti proprio la terza sezione, preposta alle opere marittime, non solo ha registrato un vuoto pressoché assoluto negli ultimi anni (evidentemente agli annunci non sono seguiti, tecnicamente, i fatti), ma è stata costretta a rimandare al mittente gran parte di ciò che è pervenuto.

BRINDISI - Il presidente della terza sezione del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, ingegnere Massimo Sessa, ha fissato per la mattinata odierna una audizione a Roma per il Comune, la Provincia e l'Autorità portuale di Brindisi, nonchè per la Regione Puglia, per valutare possibili soluzioni alla mancanza di progettazione esecutiva per le opere necessarie al porto di Brindisi, ma anche per una concertazione - par di capire - sulle procedure. Infatti proprio la terza sezione, preposta alle opere marittime, non solo ha registrato un vuoto pressoché assoluto negli ultimi anni (evidentemente agli annunci non sono seguiti, tecnicamente, i fatti), ma è stata costretta a rimandare al mittente gran parte di ciò che è pervenuto.

Come il piano dei dragaggi per la banchina della ex stazione marittima, decisione assunta il 21 luglio scorso. O come accadrà oggi per il nuovo progetto esecutivo dei nuovi accosti di Sant'Apollinare, opera da 37 milioni di euro che dovrà offrire nuovo spazio al traffico passeggeri e ro-ro, e che non era prevista dal vecchio Piano regolatore del porto del 1975 e che richiese, perciò, una variante. Sempre in base a questo obbligo, la modifica di quel progetto dovrà essere oggetto preliminarmente di un adeguamento tecnico, richiesto dalla terza sezione del Cslp, e inviata dall'Authority brindisina alcune settimane fa.

Perciò oggi il progetto esecutivo sarà accantonato, e si rinvierà ad una seduta di febbraio l'esame dell'adeguamento tecnico. Lo stesso dovrebbe avvenire per un altro adeguamento tecnico infilato dal presidente dell'Autorità portuale, Giuseppe Giurgola, nel plico per la terza sezione: quello per la radice della Diga di Punta Riso, su cui l'Authority insiste, pur se per opere che modificano le previsioni dei traffici (incrementi di navi e passeggeri) è necessaria anche in questo caso la variante al Piano regolatore del porto. Ma si vedrà a febbraio se per Punta Riso sarà bocciatura dell'adeguamento tecnico, o via libera. A rigor di logica, la seconda ipotesi appare la più remota.

L'incontro odierno con gli enti brindisini e la Regione Puglia dovrebbe servire anche a chiarire quali sono le corsie da seguire, con l'invito ad utilizzarle. Non c'è molto tempo per il porto di Brindisi, se vuol restare dentro la programmazione strategica della logistica nazionale.

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