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Esuberi Main: l'incontro in Regione non sblocca la vertenza

Non si sblocca la vertenza riguardante un cambio di appalto nella centrale Enel di Brindisi. Otto lavoratori in bilico

BRINDISI – Ancora non si sblocca la vertenza riguardante gli otto lavoratori della ditta Ma.In srl rimasti senza lavoro in seguito a un cambio di appalto nel settore delle manutenzioni, presso la centrale Enel Federico II di Brindisi. Dopo vari incontri presso la sede di Confindustria, si è risolto con un sostanziale nulla di fatto anche un vertice che si è svolto stamattina nell’ufficio Crisi aziendali e vertenze collettive della Regione Puglia, in presenza delle organizzazioni sindacali unitarie, dei rappresentanti della Ma.In serl e dell’Ati composta da tre imprese subentrate nell’appalto, oltre a un funzionario della Regione. 

I sindacati continuano a chiedere l’applicazione della clausola sociale e quindi l’assorbimento delle unità in esubero da parte delle aziende subentranti, secondo una prassi consolidata.  “Ma in questo caso per la prima volta - afferma Angelo Leo, segretario provinciale della Fiom Cgiel Brindis – questo passaggio ancora non è avvenuto. La cosa è abbastanza grave perché se dovesse passare per la prima volta il principio che i lavoratori non vengono assorbiti da chi subentra, questo potrebbe ingenerare in tutte le altre aziende uno stesso atteggiamento e quindi si creerebbe nella nostra provincia, già attanagliata da disoccupazione cronica, benzina sul fuoco su un disastro di carattere sociale che dobbiamo scongiurare”.

“Siccome neanche qui siamo addivenuti a una conclusione – prosegue Leo- si è chiesto un slittamento della procedura di disoccupazione per far sì che il prefetto di Brindisi, dopo il suo insediamento (previsto per l’1 aprile, ndr) ci dia la possibilità entro venerdì 5 aprile di incontrarci per trovare una soluzione mediata tra le tre aziende che hanno vinto la gara di appalto e quella che l’ha persa”.

“Bisogna fare in modo – afferma ancora Leo - che nessun lavoratore venga licenziato con uno sforzo comune di assorbire auna parte i lavoratori e far abbassare il numero degli esuberi della Main”.  “La vicenda – conclude Leo - in se è già grave, ma sarebbe molto più grave come esempio di rottura di una clausola sociale, e quindi di una conseguente pace sociale e del mantenimento occupazionale nella nostra provincia, che come si sa non vede investimenti per il suo futuro”. 

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