menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Ex Gse, Fiom Cgil: "Serve unità fra sindacati, lavoratori e istituzioni"

Un'assemblea fra i dipendenti di Dar e Dcm, le organizzazioni sindacali e gli enti locali si è svolta nella sala consiliare di Brindisi

BRINDISI - I lavoratori del gruppo Dema, lunedì 11 novembre hanno simbolicamente occupato la sala comunale di Brindisi insieme a tutte le organizzazioni sindacali confederali ed extraconfederali. Erano presenti il sindaco Riccardo Rossi, il consigliere regionale Gianluca Bozzetti e il consigliere comunale Antonio Elefante. Un appuntamento in attesa dell'incontro in Prefettura del 14 novembre con il nuovo amministratore Dema, ingegnere Vaghi. 

“Gli esuberi dichiarati dall'amministratore Vaghi, nel precedente incontro al Mise – si legge in una nota firma di Angelo Leo, segretario generale della Fiom Cgil Brindisi - sono 23 dipendenti alla Dar (ex Gse) e 15 dipendenti di Dema. Inoltre ci sono 58 lavoratori in scadenza di cassa integrazione a gennaio 2020 di Dcm (ex Gse) che l'ing. Vaghi ha dichiarato di non avere alcun mandato. La tensione nei cassa integrati è altissima, il timore di passare in regime di Naspi nonostante il passato accordo Drago dell'ex amministratore Starace, che prevedeva un loro graduale reintegro lavorativo in Dar, sia cessato di fatto, con la fuoriuscita dell'ex amministratore”. 

“Il fondo finanziario proprietario oggi del gruppo Dema – prosegue Leo - ha dichiarato al Mise, per bocca dell'ingegner Vaghi, una perdita di circa 100 milioni di euro. Ma purtroppo al Mise, Dema non ha presentato un piano industriale di rilancio ed investimenti, ma bensì un piano di tagli al personale di oltre 200 dipendenti su 700 tra Brindisi, Napoli e Benevento ( senza includere i 58 in cassa integrazione della Dcm  Brindisi). In sostanza un semplice piano di rientro finanziario basato sul taglio delle teste. Un piano industriale rigettato da tutte le organizzazioni sindacali di Puglia e Campania, dallo stesso governo che ha richiesto a Dema di rivedere e presentare un nuovo credibile piano industriale e dalle due regioni presenti quel giorno al Ministero dello sviluppo economico”.

In attesa della riconvocazione al Mise, la Regione Puglia aveva già dichiarato per bocca del presidente della task Force Leo Caroli, la sua disponibilità a sostenere un altro anno di cassa integrazione con sue risorse se il Mise  ne autorizzasse la procedura.

“A mio avviso – afferma Leo - solo un piano di rilancio produttivo industriale potrà scongiurare gli esuberi annunciati fa Dema, il settore aereospace è in crescita, le maestranze del nostro territorio sono professionalmente all'altezza di affrontare qualsiasi sfida sul piano delle competenze. L'unità di tutti i lavoratori del gruppo Dema, l'unità di tutte le sigle sindacali di Puglia e Campania, le disponibilità finanziarie delle due Regioni, ed infine la determinazione del Governo ad impedire un massacro sociale, sono la condizione imprescindibile per indurre  Dema a rivedere il suo piano di lacrime e sangue”. 

“Ogni fuga in avanti, ogni protagonismo individuale e divisorio tra regioni e regioni, aziende ed aziende, tra sindacati confederali extraconfederali ed infine tra lavoratori e lavoratori – afferma Leo - rischia di vanificare tutto e far saltare in aria il giusto precario equilibrio raggiunto per riuscire a portare a casa un risultato positivo per tutti i lavoratori”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Asl Brindisi: avviso pubblico per l'incarico di direttore generale

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento