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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Export di vino con evasione da 4 milioni di euro. Due denunciati

CELLINO S.MARCO - Quattro milioni di euro. A tanto ammonta la presunta evasione fiscale scoperta dai militari della Guardia di Finanza di San Pietro Vernotico. E finisce nei guai una nota azienda di Cellino San Marco attiva nelsettore vitivinicolo anche in campo internazionale. Si tratta della Marco Maci Srl, i cui amministratori avvicendatisi alla guida sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. Gli investigatori - guidati dal luogotente Francesco Saponaro – hanno accertato che l'impresa per il triennio 2007, 2008, 2009 avrebbe omesso di dichiarare redditi per tre milioni di euro, evaso l'imposta sul valore aggiunto (Iva) per 900 mila euro ed emesso fatture per operazioni inesistenti per 500 mila euro.

CELLINO S.MARCO - Quattro milioni di euro. A tanto ammonta la presunta evasione fiscale scoperta dai militari della Guardia di Finanza di San Pietro Vernotico. E finisce nei guai una nota azienda di Cellino San Marco attiva nelsettore vitivinicolo anche in campo internazionale. Si tratta della Marco Maci Srl, i cui amministratori avvicendatisi alla guida sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. Gli investigatori - guidati dal luogotente Francesco Saponaro - hanno accertato che l'impresa per il triennio 2007, 2008, 2009 avrebbe omesso di dichiarare redditi per tre milioni di euro, evaso l'imposta sul valore aggiunto (Iva) per 900 mila euro ed emesso fatture per operazioni inesistenti per 500 mila euro.

Secondo la polizia tributaria l'azienda avrebbe nascosto l'esportazione all'estero di vini, facendo figurare la vendita in Italia per abbattere i costi dell'accisa estera, risparmiando e non dichiarando ricavi per quasi 3 milioni di euro. Vini che sarebbero finiti in Inghilterra, nei paesi della Ue ma anche oltre oceano, in paesi in cui le accise hanno un costo considerevole. Costi che avrebbero fatto lievitare notevolmente i prezzi dei vini. Dichiarando la vendita in Italia, invece, l'accisa non veniva pagata facendo maturare ricavi non sottoposti a tassazione. I finanzieri hanno accertato anche false fatturazioni per operazioni inesistenti per un ammontare di circa 500 mila euro.

Le indagini che hanno consentito la scoperta della presunta evasione si innestano su una precedente operazione condotta agli inizi di maggio 2009 sempre da parte della tenenza di San Pietro Vernotico che portò alla luce una maxifrode fiscale da 22 milioni di euro in cui incappò uno degli amministratori finito nuovamente nel mirino. Si trattava di una delle più importanti scoperte in tema di evasione fiscale degli ultimi anni, con risvolti anche in tutta Italia. Le indagini - che portarono alla denuncia dei due responsabili della società - rimasero sotto stretto riserbo. Secondo quanto accertarono i finanzieri, l'impresa oggetto di quell'altra indagine, all'epoca, non avrebbe dichiarato al fisco ricavi per 18 milioni di euro maturati negli anni a cavallo tra il 2004 ed il 2007 evadendo l'Iva per quasi quattro milioni di euro. I controlli dei finanzieri erano solo un punto di partenza anche per altre destinazioni, come dimostrano gli esiti di questi giorni.

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