Petrolchimico, dati su emissioni: l'ordinanza del sindaco agita i sindacati

Femca Cisl e Cisal Chimici esprimono disappunto per l'iniziativa di Riccardo Rossi, che pone un aut aut all'azienda

BRINDISI – I sindacati Femca Cisl e Cisal Chimici esprimono forte disappunto per la procedura di chiusura del petrolchimico avviata dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, attraverso il reavviso formale di un'ordinanza contingibile e urgente che produrrà i suoi effetti entro le prossime due settimane, se all’amministrazione comunale non verranno consegnati gli esiti degli accertamenti riguardanti le emissioni della torcia Rv101C, quella di Punta di Torre cavallo (in attesa di essere sostituita da un impianto ground flare), attivatasi per l’ultima volta venerdì 15 febbraio. 

L'ordinanza contingibile e urgente

La presa di posizione della Femca Cisl

Il segretario della Femca, Emiliano Giannoccaro, vede una ricerca di consenso politico dietro alla decisione del primo cittadino, chiedendosi il perché di “questo continuo accanimento nei confronti di un pezzo importantissimo dell’intera economia non solo cittadina?”.
Giannoccaro pone una lunga serie di domane. “Perché qualora davvero le fosse così a cuore la salute dei propri cittadini e il rispetto dell’ambiente in cui si vive  - chiede al sindaco - ha atteso sabato pomeriggio e non ha provveduto immediatamente ad attivarsi?”
Giannoccaro chiede per quale motivo “nell’ordinanza (il sindaco, ndr) richiama il ruolo di Ispra, Arpa e Asl quando è pienamente consapevole che gli stessi enti sono stati messi al corrente dell’evento immediatamente, così come previsto, e soprattutto sono tuttora presenti in azienda per espletare il loro ruolo di verifica sulle emissioni?” 

E poi ancora il sindacalista, rivolgendosi al primo cittadino, gli chiede: “Perché intimare un provvedimento restrittivo senza essere a conoscenza dei dati, o meglio pur essendo consapevole che sicuramente non superano le soglie di dannosità per la salute e l’ambiente?”. “Perché continua a pretendere elementi che l’Azienda Le ha già abbondantemente fornito?”.  

E ancora: “Perché in sintesi continua a mettere gli uni contro gli altri?”. “Perché pur avendo una enorme responsabilità continua a mettere i lavoratori del petrolchimico contro chi il lavoro non ce l’ha oppure lo ha in altri settori produttivi?”. Giannoccaro invita Rossi a utilizzare “i suoi poteri al fine del consolidamento/sviluppo dell’esistente e si impegna a completare la diversificazione produttiva di questa città priva di opportunità lavorative”.

Inoltre gli contesta di non rispettare “i tanti dipendenti del petrolchimico che sono auoi concittadini e che alcuni di loro hanno votato lei e la Sua area politica”. “Perché  - prosegue Giannoccaro - strumentalizza puntualmente un sistema di emergenza/sicurezza e non parla mai del nuovo investimento per la realizzazione della Ground Flare? E perché non si attiva ad accelerare i tempi autorizzativi anziché invece dilungarli con richieste non necessarie? Forse non fa molto comodo che cessino presto questi episodi?” “Noi  - afferma il sindacalista - le risposte le abbiamo, ma le vorremmo sentire da lei, per non correre il suo stesso rischio di strumentalizzare i fatti”.

Giannoccaro rimarca “la grandissima professionalità espressa, da sempre, da tutti i dipendenti dello stabilimento petrolchimico, nonché l’efficienza impiantistica sono gli elementi di garanzia circa il corretto funzionamento non solo produttivo, in piena sicurezza, ma anche del processo informativo e soprattutto del controllo emissivo, tra l’altro confermato dai dati validati dagli enti preposti”.  “Magari ogni tanto - afferma Giannoccaro - fosse riconosciuta anche dal sig. sindaco!

Ma la Femca esprime disappunto anche nei confronti di altre organizzazioni sindacali che continuano a chiedere tavoli sindacali (il riferimento è evidentemente alla Cgil, che tramite una nota ha proposto di ricorrere allo strumento degli accordi di programma per salvaguardare ambiente e lavoro).  “Con ogni probabilità  - spiega Giannoccaro - di tavoli sindacali su investimenti e sviluppo, oltre che di tutela, ne facciamo fin troppi, e non solo dopo gli annunci del Sindaco. Forse sarebbe il caso, invece, che noi sindacati di categoria, ma anche confederali, chiedessimo un incontro congiunto al sindaco, ammesso ci ritenga autorevoli, per chiarire e discutere sulle reali situazioni industriali e soprattutto per distendere un clima di contrapposizione che di certo bene alla cittadinanza non può fare, se no come risposta a parte del proprio elettorato”. 

“Per finire – conclude Giannoccaro - riteniamo che il procurato allarme, sia un reato gravissimo, non lo accettiamo dalle aziende e ancor meno lo si può accettare dalla prima autorità cittadina, qualora lo dovessimo intravedere.

La nota della Cisal Chimici

Estremamente critico nei confronti dell’iniziativa di Rossi è anche il sindacato Cisal Chimici, che attraverso una nota a firma del segretario Massimo Pagliare, in nome anche dei dirigenti sel sindacato, esprime “fervido ringraziamento e vicinanza a tutte le maestranze dirette e delle ditte appaltatrici che in doveroso e, soprattutto in laborioso silenzio hanno immediatamente individuato il guasto tecnico  e hanno permesso il riavvio  dell’ impianto cracking”.

Viene quindi manifestata “totale contrarietà alla presa di posizione del sindaco Rossi, che, alla bramosia di ‘dati rassicuranti’ e ‘verifiche di correttezza’, oltre che accrescere apocalittiche percezioni presso i cittadini meno informati,  incombe ancor più negativamente sulle centinaia di famiglie dei lavoratori su citati intimando epiloghi, a nostro modesto parere, illogici e sconclusionati”. 

“Lontani da ragionamenti disfattisti, condividiamo, comunque – si legge ancora nella nota - il bisogno di accelerare e convogliare ogni energia possibile sulla realizzazione di ulteriori dispositivi che utilizzino tecnologie innovative ed avanzate, al  fine di  evitare questi incresciosi momenti che creano indubbio disagio ed allarmismo nella cittadinanza e rilevante danno economico alle nostre, poche e spesso bistrattate, realtà industriali”.   “Questa – conclude Pagliara - è la richiesta che faremo domani  nell’incontro già convocato da Versalis  per fare il punto della situazione”. 

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