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Domenica, 16 Gennaio 2022
Economia

Fidejussioni per usare il porto di Brindisi e niente security se sei moroso

Si è atteso un anno e mezzo dall'annullamento da parte del Tar di Lecce della precedente ordinanza per vararne una nuova e pressoché identica. Un anno e mezzo in cui l'Autorità Portuale di Brindisi non ha incassato un cent dalle navi da crociera e soprattutto dalle navi ro-ro del gruppo Grimaldi

BRINDISI – Ha atteso un anno e mezzo dall’annullamento da parte del Tar di Lecce della precedente ordinanza per vararne una nuova e pressoché identica. Un anno e mezzo in cui l’Autorità Portuale di Brindisi non ha incassato un cent dalle navi da crociera e dalle navi ro-ro del gruppo Grimaldi: neppure un centesimo da passeggeri, Tir, auto, pullman, trailer, motrici, motociclette e camper. Non si capisce perché. Il Tar infatti aveva bocciato il precedente provvedimento, su ricorso degli agenti marittimi, perché pur trattandosi di un atto riguardante le entrate dell’ente, e quindi la composizione del bilancio, non era stato portato all’approvazione del Comitato portuale. Quindi il presidente sub - judice Iraklis Haralambidis (sulla legittimità o meno della sua nomina si saprà a giugno), senza attendere la sentenza del Consiglio di Stato sull’ordinanza altrettanto sub - judice, avrebbe potuto presentarne un’altra subito al Comitato portuale, come ha fatto il 17 aprile scorso, appunto con un anno e mezzo di ritardo.

Iraklis HaralambidisPerché, dunque, tale ritardo? Aveva paura di un autogol, Haralambidis, presentando una nuova ordinanza con lo stesso contenuto al Comitato portuale, e ammettendo così di avere sbagliato l’altra volta a non farlo (dando ragione implicitamente al Tar), proprio quando il Consiglio di Stato deve pronunciarsi su questo punto? Beh, un autogol è sempre un autogol, anche un anno e mezzo dopo.  Un eccesso di fretta improvviso e tardivo? Eccesso forse sì, perché nell’ordinanza numero 8 del 24 aprile 2014 qualcuno si è dimenticato di aggiungere l’inciso “la presente annulla la precedente”. Non siamo amministrati visti, ma grava il dubbio che ora le ordinanze formalmente in vigore sullo stesso tema siano due: la nuova, e quella vecchia non ancora definitivamente annullata dal Consiglio di Stato, che potrebbe anche ripristinarla (in fondo, l’Autorità Portuale ha impugnato la sentenza del Tar ritenendo che quel provvedimento sia valido).

La precedente ordinanza era stata battezzata negli ambienti portuali “buoni e cattivi”, perché introduceva il principio degli sconti alle compagnia armatrici in base alla data di varo della nave e al numero delle toccate annue. Un principio riproposto anche nella nuova:  si ottiene lo sconto di un terzo se la navi in servizio da e per il porto di Brindisi hanno una data di varo inferiore a 15 anni; un altro terzo di sconto tocca a chi effettua almeno 150 scali annui. Quindi il caso, attualmente a Brindisi, solo di Grimaldi. Chiunque voglia affrontare un traffico ro-ro o passeggeri con Grecia o Albania dovrà o rientrare in queste categorie, o rassegnarsi a pagare tariffe triple rispetto al concorrente che attualmente collega Brindisi a Igoumenitsa e Patrasso, e con un’autostrada del mare anche a Catania e Ravenna.

I controlli a Punta delle TerrareMa non è tutto. Viene introdotta anche una barriera ulteriore: se vogliono lavorare a Brindisi, gli armatori dovranno versare “idonea garanzia patrimoniale”, sotto forma fidejussioni garantite da istituti riconosciuti da Bankitalia. Non sappiamo se questo sistema vige anche in altri porti o se Brindisi sia un’eccezione. Tuttavia la cosa che sconcerta maggiormente sta all’articolo 6: agli armatori che abbiano maturato un debito superiore ai 15mila euro con l’Autorità Portuale, “potranno essere rifiutati i servizi di sicurezza di cui ai piani di security vigenti”, previa formale comunicazione trasmessa alla Capitaneria di Porto e all’armatore interessato. Il punto è: può essere rifiutata la security ad una nave ed ai suoi passeggeri in un porto dove vige l’Isps Code, vale a dire il regolamento di sicurezza standard in vigore in Europa dopo l’attacco alle Twin Tower? E la Capitaneria di Porto, autorità di sicurezza con un preciso ruolo nel sistema Isps Code, dovrebbe avallare ciò?

Peraltro, proprio il fatto che la vecchia ordinanza sia ancora pendente davanti al Consiglio di Stato dovrebbe indurre l’Autorità Portuale di Brindisi alla massima prudenza su questo punto: se quel provvedimento dovesse essere annullato potrebbe anche scattare la sequenza della richiesta di restituzione delle tariffe portuali versate e non dovute. Chi sarebbe, in quel caso, il moroso? 

Un’ultima annotazione. La nuova ordinanza “se non paghi niente security” nei fatti smentisce i richiami all’integrazione tra i porti pugliesi fatti da Haralambidis nelle ultime settimane al cospetto prima dell’esclusione di Brindisi dal novero dei porti di interesse europeo, poi delle previsioni della bozza di riforma Lupi, che include Brindisi nel gruppone delle Autorità Portuali da sciogliere. Se spirito di integrazione vi fosse realmente, perché introdurre una tariffa di 0,99 centesimi per passeggero quando a Bari la tariffa è di 3 euro? Ah già: a Bari i servizi ci sono, a Brindisi no. Oppure è un forma di concorrenza? L'ultimo interrogativo riguarda il Comitato portuale: perchè ha approvato questa ordinanza?

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