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Domenica, 23 Giugno 2024
Economia

Filctem Cgil: "Asta Terna, per Brindisi si aprono nuove opportunità"

La nota del sindacato: "Va immediatamente rilanciato un focus in una cabina di regia con le parti sociali dove vanno confermati tutti gli investimenti di idrogeno verde, accumulo di energia e la Gigafactory"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Antonio Frattini, segretario generale Ficltem Cgil Brindisi.

Sono queste le riposte che doveva portare il Governo a Brindisi, che il sindacato rivendica da tempo, rilanciare attività industriali nella centrale Enel di Brindisi e arrivare al polo elettrico integrato che da sempre abbiamo rivendicato. Terna, alla luce delle evoluzioni del mercato elettrico, che va trasformandosi con gli impianti di energia rinnovabile, ripensa il mercato della capacità, ritenendo insufficienti i provvedimenti e gli impianti fino a questo momento autorizzati, chiede e ottiene il nulla osta da Arera, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che delibera un'ulteriore asta per l'anno di consegna 2028, oltre a quelle per il 2025/2027.

Questa situazione apre un nuovo scenario a Brindisi, riprendere il progetto già autorizzato di un nuovo impianto a ciclo combinato a gas da costruire nel perimetro del sito di Cerano. Adesso Enel deve immediatamente rendere disponibile quel progetto già autorizzato e che troppo velocemente era stato accantonato. Ciclo combinato che garantirebbe la sicurezza della disponibilità di energia necessaria anche alle richieste di picco in una regione in pieno sviluppo turistico e che non intralcerebbe la prevista dismissione, smontaggio e bonifica della porzione di sito dove oggi sono allocati i quattro gruppi a carbone, di cui uno già dimesso e gli altri tre che non funzionano, per ragioni di mercato, ormai da settembre 2023.

Va immediatamente rilanciato un focus in una cabina di regia con le parti sociali dove vanno confermati tutti gli investimenti di idrogeno verde, accumulo di energia e la Gigafactory, stile 3Sun di Catania, prima annunciata e poi immediatamente revocata. Serve un piano di prospettiva con progetti di sviluppo in altri settori strategici riutilizzando nel prossimo futuro tutte quelle aree già infrastrutturate e che saranno disponibili dopo il carbone. Aree per sviluppare iniziative imprenditoriali e contribuire alla chiusura del ciclo dei rifiuti e alla generazione di bio gas. 

Andrebbe perseguita l'attenzione dell'Autorità idrica Pugliese per valutare i punti di forza della programmazione delle azioni atte a prevenire le problematiche legate alla crisi idrica con la realizzazione di impianti per la produzione di acqua potabile dal mare per contrastare le emergenze legate alle mancanze idriche dei territori, tutto ciò per sviluppare nuovi filoni di attività industriale e manifatturiera in un’ottica di multiutility. Un piano integrato di interventi con piani industriali chiari che possano soddisfare la piena occupazione dei 230 lavoratori diretti e gli oltre 500 dell'indotto, mediamente occupati nel sito.

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