Diritti dei lavoratori della pesca: incontri della Flai Cgil nei porti

Martedì 12 novembre tappa a Savelletri sui temi delle tutele, della sicurezza e dei problemi del settore

BRINDISI – Prosegue continua la campagna di informazione della Flai Cgil nel settore dei lavoratori della pesca in provincia di Brindisi: martedì 12 appuntamento al porto di Savelletri, dove Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil di Brindisi incontrerà operatori e imprenditori del settore

nell’ambito dell’iniziativa “Diritti in Marineria”, per far conoscere i loro diritti, dall’accesso pensionistico, ai contributi degli enti bilaterali, al fondo sanitario di comparto alla formazione, e per discutere dei problemi e delle proposte della Cgil su tutele e sicurezza. Saranno presenti anche Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil Puglia, Maria Viniero responsabile del coordinamento pesca della Flai pugliese, e Antonio Macchia, segretario generale della Cgil di Brindisi.

Durante la campagna di informazione verranno consegnati opuscoli informativi sui diritti dei pescatori e dei dispositivi di protezione individuale. “La sicurezza è un tema importante in modo particolare per il settore della pesca perché denunciare un infortunio per un addetto coincide con la perdita del posto di lavoro. Infatti il dato statistico Inail rileva un numero di infortuni sul lavoro esiguo rispetto ai rischi ai quali sono continuamente sottoposti i pescatori lasciando sospettare una consistente sotto-denuncia, anche perché la pesca è collocata tra le attività più pericolose in assoluto”, dice la Flai Cgil.

“A bordo il pescatore opera esposto agli agenti atmosferici, in ambienti pericolosi e stretti, lontano dalla terraferma e in presenza di macchinari in movimento. A terra vanno poi considerate tutte le operazioni di scarico del pescato. Bisogna rilanciare la pesca intervenendo a sostegno di chi opera nel settore, perché è al collasso anche a seguito di normative europee sempre più orientate a ridurre le giornate di lavoro, già diminuite a causa del maltempo”, prosegue la nota sindacale..

“È incomprensibile come un paese con 8.000 chilometri di coste e tante marinerie, da Nord a Sud, cresciute grazie alla forza di prodotti ittici unici che garantiscono l’eccellenza del made in Italy, sia incapace di tutelare e promuovere questo patrimonio sociale, economico e culturale, con il rischio che per il 2020 l’unico strumento che garantiva l’indennità per il fermo obbligatorio scompaia. Questo è inaccettabile – conclude la Flai Cgil - e i nostri rappresentanti istituzionali devono intervenire affinché questo non accada e si adoperino per aumentare le risorse per il sostegno al settore della pesca”.

                                                                                  

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