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Fotovoltaico: "Ferrarese va in procura, ma il clamore fa chiudere il credito alle banche"

BRINDISI - Chi punta sull'effetto mediatico delle proprie iniziative a volte fa danni, soprattutto quando il rapporto tra banche e imprese e delicatissimo come nel Sud e a Brindisi, e dove ogni pretesto è buono per chiudere i cordoni della borsa. Lo denuncia, sia pure evitando la polemica, la Cna di Brindisi dopo la notizia rilanciata da alcuni organi di stampa locali della visita del presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, al procuratore della Repubblica, Marco Di Napoli, per segnalare forme speculative di gestione del business del fotovoltaico. Il primo effetto, sostiene la Cna in una nota diffusa questa mattina, è stato quello della chiusura pressoché immediata del credito da parte di molte banche, in attesa che la situazione venga chiarita.

BRINDISI - Chi punta sull'effetto mediatico delle proprie iniziative a volte fa danni, soprattutto quando il rapporto tra banche e imprese è delicatissimo come nel Sud e a Brindisi, e dove ogni pretesto è buono per chiudere i cordoni della borsa. Lo denuncia, sia pure evitando la polemica, la Cna di Brindisi dopo la notizia rilanciata da alcuni organi di stampa locali della visita del presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, al procuratore della Repubblica, Marco Di Napoli, per segnalare forme speculative di gestione del business del fotovoltaico. Il primo effetto, sostiene la Cna in una nota diffusa questa mattina, è stato quello della chiusura pressoché immediata del credito da parte di molte banche, in attesa che la situazione venga chiarita.

Perciò, "la Cna di Brindisi esprime forte e giustificata preoccupazione per il clamore che si è voluto attribuire all'iniziativa del presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, di informare la Procura della Repubblica circa possibili anomalie riguardanti la realizzazione di impianti fotovoltaici nel territorio brindisino. Bene ha fatto Ferrarese - premette la Cna di Brindisi - a rivolgersi alla magistratura se nutre anche il minimo dubbio circa la possibilità di irregolarità penalmente rilevanti nel settore energetico e, in particolare, in quello riguardante la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma risulta a dir poco incomprensibile la scelta di aver voluto attribuire a tale scelta l'ormai consueto clamore mediatico visto che si rischia di compromettere il già labile equilibrio tra il sistema delle imprese e quello bancario".

Lasciando il beneficio del dubbio circa la responsabilità del clamore (della stampa o di Ferrarese?), la Cna fa sapere che "a sole 24 ore di distanza dalla pubblicazione di tali notizie, infatti, si registrano già i primi contraccolpi negativi visto che molti istituti di credito hanno letteralmente chiuso i rubinetti in attesa che si faccia chiarezza sull'intera vicenda".

"A farne le spese, come al solito, non sono i furbi e i fuorilegge, né tantomeno coloro che investono denaro poco lecito. Le difficoltà, infatti, interessano - conclude la Cna di Brindisi - le aziende serie che stanno realizzando impianti perfettamente rispondenti a quanto previsto dalle leggi in vigore e che hanno bisogno di fare ricorso al credito. Da qui l'invito che la Cna rivolge a tutti i soggetti interessati affinché si abbassino i toni della polemica riguardante gli impianti di energia da fonti rinnovabili e si eviti un inutile clamore propagandistico per iniziative che, se portate a termine in maniera discreta, otterrebbero risultati ancora più efficaci".

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