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Francavilla, la strana corsa per il supermercato in via Ceglie. Altolà da Bari

FRANCAVILLA FONTANA - Ipermercato sulla via per Ceglie: la Regione intima l’altolà al Comune. Una nota del Settore Urbanistica a firma dei dirigenti Giuseppe Musicco e Nicola Giordano, recapitata all’amministrazione di Francavilla Fontana nei giorni scorsi, bolla come illegittime le autorizzazioni concesse alla società AeG Trade, per la realizzazione di una struttura commerciale di media grandezza in zona agricola, sulla via per Ceglie. La variante urbanistica fu approvata infatti il 23 luglio scorso in consiglio comunale, senza attendere il giudizio del Consiglio di Stato di fronte al quale pendono le ragioni del no, espresse proprio dalla Regione.

FRANCAVILLA FONTANA - Ipermercato sulla via per Ceglie: la Regione intima l'altolà al Comune. Una nota del Settore Urbanistica a firma dei dirigenti Giuseppe Musicco e Nicola Giordano, recapitata all'amministrazione di Francavilla Fontana nei giorni scorsi, bolla come illegittime le autorizzazioni concesse alla società AeG Trade, per la realizzazione di una struttura commerciale di media grandezza in zona agricola, sulla via per Ceglie. La variante urbanistica fu approvata infatti il 23 luglio scorso in consiglio comunale, senza attendere il giudizio del Consiglio di Stato di fronte al quale pendono le ragioni del no, espresse proprio dalla Regione.

Il progetto a firma degli architetti Gabriella Verardi e Angelo Fedele, fu presentato tre anni or sono dalla AeG Trade, una società a responsabilità limitata facente capo all'imprenditore Adolfo Gemma. La proposta progettuale, ancora sulla carta, prevede la realizzazione di una struttura commerciale "M3", vale a dire di medie dimensioni, del tipo "food e no food", leggi misto, alimentare e non. Una insediamento commerciale, dunque, pari ad una superficie di vendita compresa fra un minimo di 1.500 e un massimo di 2.500 metri quadri. Parcheggi e infrastrutture escluse.

La zona individuata dai progettisti­-proponenti, è la via per Ceglie, a un chilometro e duecento metri di distanza dal centro abitato. La prima richiesta della Aeg, in realtà, mirava alla zona industriale sulla via per Grottaglie. Ma una nota del Comune, destinata a fare la spola fra municipio, Regione, Tar e Consiglio di Stato, censurò questa ipotesi, adducendo le ragioni superiori del piano commerciale che prevedeva insediamenti del tipo richiesto sulla via per Ceglie, ma non quella per Grottaglie.

La società, accusa l'obiezione e si adegua. Il due dicembre 2008, parte la conferenza dei servizi, in seno alla quale sembra decollare l'iter autorizzativo, ma è solo una illusione. La Regione torna alla carica sostenendo che la struttura commerciale va insediata in zona artigianale e il Comune, che aveva poc'anzi dato l'ok alla conferenza, smentisce se stesso, adeguandosi al diktat regionale. Non è finita qui. E' del 7 ottobre 2009 il parere del Tar che, accogliendo il ricorso della Aeg Trade contro Comune e Regione, intima agli enti di riconvocare la conferenza dei servizi: il Comune, curiosamente, non si costituisce né presenta controdeduzioni di sorta, subendo supinamente l'esito del ricorso.

contesa in sede amministrativa è destinata a non fermarsi qui: pende di fronte al Consiglio di Stato l'ulteriore ricorso della Regione, nelle more del quale il consiglio comunale ha deliberato la variante, autorizzando il progetto - ma con riserva. La società insomma, ha il via libera. Ma se il Consiglio di Stato dovesse decidere diversamente, la AeG dovrà correre ai ripari a proprie spese.

Atteggiamento quanto meno pilatesco, secondo il consigliere d'opposizione Mario Filomeno. "Le perplessità espresse in consiglio il 23 luglio scorso, e il conseguente voto contrario alla variante trova conferma negli ultimissimi giorni nella formale presa di posizione dell'Assessorato all'Urbanistica della Regione Puglia. Una fretta ad autorizzare, inspiegabile ed irragionevole". Tanto in premessa, secondo il consigliere, che fatica a spiegarsi sia la fretta, sia il primo parere negativo sull'insediamento della struttura in via Grottaglie, dove "fu approvata una variante urbanistica, prevedendo l'insediamento di strutture commerciali esattamente del tipo progettato dalla Aeg, circostanza che il Comune non ha ritenuto di partecipare né al Tar, né alla Regione e al Consiglio di Stato".

Schizofrenia tutta da spiegare, in calce alla quale Mario Filomeno conclude rivolgendosi al sindaco e alla amministrazione: "Avete la volontà di salvaguardare il territorio attraverso una politica di correlazione tra previsioni urbanistiche e commerciali evitando le reiterazione di aggressioni selvagge e prive di disegno armonico? Se sì, ritirate la delibera del 23 luglio scorso, e sospendete ogni altra decisione in materia di insediamenti di medie strutture commerciali. Da subito apriamo un confronto in tutte le sedi sul futuro urbanistico della Città. Non era una priorità elettorale e programmatica?".

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