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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

Appalti e corsa ai prezzi più bassi: un sistema malato, e a qualcuno sta bene

Non se ne può più! Si continua ad assistere a gare bandite a prezzi non remunerativi, nemmeno dei costi per l'acquisto delle materie prime. Come Ance, abbiamo ripetutamente fatto presente questo problema rimanendo sempre inascoltati. Riporto quanto avvenuto in questi giorni, non tanto per fossilizzarmi sul caso specifico ma per prenderlo come esempio

Non se ne può più!  Si continua ad assistere a gare bandite a prezzi non remunerativi, nemmeno dei costi per l'acquisto delle materie prime. Come Ance, abbiamo ripetutamente fatto presente questo problema rimanendo sempre inascoltati. Riporto quanto avvenuto in questi giorni, non tanto per fossilizzarmi sul caso specifico ma per prenderlo come esempio. Ritengo che sia giunto il momento di dire basta ad un sistema sbagliato ed amorale.

Passiamo ai fatti. Nei giorni scorsi l'Ance ha scritto all'amministrazione comunale per richiedere l'annullamento di due gare da questa bandite e successivamente ha chiesto un parere all'Autorità di Vigilanza. Diverse sono le motivazioni addotte nella nostra richiesta ma in modo particolare abbiamo lamentato l'assenza di un prezzario di riferimento e la mancanza di una conseguente analisi dei prezzi che giustifichi gli stessi, così come invece previsto dalla normativa.

Non immaginavamo un immediato accoglimento della nostra richiesta ma abbiamo sperato in una sospensione che consentisse all'amministrazione la verifica della stessa, in un clima di collaborazione quale noi abbiamo sempre proposto. Tempestivamente invece l'amministrazione ci ha inviato per conoscenza una comunicazione fatta all'Autorità di Vigilanza in cui sostanzialmente viene comunicato che tutto è in regola in quanto: i progetti hanno ottenuto il parere favorevole dei Vigili del Fuoco; nessuna delle imprese invitate o partecipanti ha sollevato obiezioni, anzi una gara è stata già aggiudicata con un ribasso del 29,99%.

Nessuna risposta nel merito delle eccezioni da noi sollevate. Sarebbe come se si giustificasse uno strozzino per i tassi d’interesse applicati sui prestiti, perché c'è gente che si dice disposta a pagarli. È di questo che ormai si parla. Viviamo un momento di crisi talmente forte che le imprese, pur di acquisire un lavoro, sono disposte ad accettare qualunque condizione. Voglio provare ad affrontare la questione non dallo scontato punto di vista dell'Ance che deve difendere la posizione delle imprese in generale o dei propri associati in particolare. Voglio provare a fare, in maniera molto semplicistica, delle considerazioni che attengono al vivere civile di una comunità.

Nessuno, credo, si sognerebbe mai di giustificare un comportamento amorale di chi approfitta della situazione di necessità dell'altro per propri fini. Allora cosa dobbiamo pensare se questo comportamento è assunto da un ente pubblico? Siamo veramente certi che l’interesse dell’ente pubblico sia quello di affidare i lavori al massimo ribasso? C'è un limite oltre il quale il prezzo eccessivamente basso può essere foriero solo o di un lavoro fatto male o di un contenzioso che comporterà comunque un prezzo superiore a quello atteso, rendendo nullo il presunto vantaggio per l'amministrazione anzi molto spesso comportando dei costi in definitiva superiori.

Onde evitare incomprensioni o speculazioni di alcun genere voglio nuovamente precisare che non mi riferisco a nessun dirigente in particolare o alle gare oggetto delle nostre osservazioni, ma ad un sistema, ormai in uso, che sembrerebbe giustificato dai continui ribassi delle imprese. Compito di un’amministrazione pubblica dovrebbe essere quello di favorire la crescita del proprio territorio in modo virtuoso, nel rispetto delle regole, valorizzando ed incentivando le competenze e la serietà professionale tanto all’interno quanto all’esterno dell’Amministrazione.

E’ interesse pubblico, quindi di ogni singolo cittadino, garantire il rispetto delle regole durante le procedure di gara tese all’assegnazione dei lavori ma è altrettanto interesse pubblico garantire il rispetto delle regole anche dopo la gara. L'attenzione sembra invece concentrarsi soprattutto nella prima fase, durante i lavori invece, spesso, non si pone la stessa attenzione affinché siano rispettati i prezzi, l'esecuzione a regola d'arte ed i tempi di esecuzione degli stessi lavori.

Potrebbe essere una soluzione proporre un incentivo per i funzionari pubblici che, in sostituzione del 2% sulla progettazione, fossero remunerati in proporzione al rispetto dei termini dei contratti di appalto? In particolare del rispetto del prezzo di aggiudicazione e dei tempi di esecuzione dei lavori? Non so rispondere con certezza, è una proposta come potrebbero essercene tante altre, sono invece certo che ormai non c’è il tempo di aspettare una nuova legge che ci obblighi a dei comportamenti diversi, dobbiamo maturare in fretta tutti (amministratori pubblici, dirigenti, e imprenditori) la convinzione che questo sistema di rincorsa al prezzo più basso è un sistema malato che non aiuta a costruire una comunità migliore ma anzi ci impoverisce sempre di più e non solo economicamente.

Non c’è tempo di aspettare, è necessario che ognuno di noi ritrovi il senso della misura. Nel raggiungimento dei propri obiettivi non si può non tenere presente il rispetto per il lavoro altrui.  Questa crisi feroce non può farci perdere la dignità in nome del lavoro ad ogni costo. Il lavoro è virtù se apporta un valore aggiunto. L'evoluzione fra gli uomini ha portato ad una valorizzazione della parola e del rispetto delle regole sulla forza. Dovrebbe ormai essere universalmente riconosciuto che il rispetto delle regole è una convenienza per tutti gli individui che decidono di far parte di una comunità, altrimenti è la legge del più forte che prende il sopravvento.

Chi è più forte oggi però troverà sempre un domani uno più forte di lui. Vogliamo sul serio contribuire a costruire una comunità basandoci sulla mancanza di rispetto del prossimo? Io non ci sto, non ci sto come persona, come Associazione che mi onoro di rappresentare ma soprattutto non ci sto come cittadino di una comunità che vorrei crescesse in modo sano.

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