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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

Giro di Puglia in 10 vini

VERONA - Si può fare il giro di una regione in dieci vini? Noi l’abbiamo fatto: nella giornata inaugurale del Vinitaly siamo andati a caccia di 10 chicche. Dieci novità nel panorama vitivinicolo della Puglia, che ci hanno impressionato per originalità, freschezza, ampiezza dei profumi. Eccola allora la nostra top-ten del giorno, che parte da una un vino-manifesto che siginifica orgoglio volontà di rinascita: È il 72100, Negramaro in purezza della cantina sociale Risveglio Agricolo di Brindisi, che con questa nuova etichetta cerca di invertire un cammino che negli ultimi anni si è dimostrato irto di difficoltà ed ostacoli. Questo rosso importante si lascia bere piacevolmente, ed il suo prezzo (6,50 €) è davvero ottimo.

VERONA - Si può fare il giro di una regione in dieci vini? Noi l'abbiamo fatto: nella giornata inaugurale del Vinitaly siamo andati a caccia di 10 chicche. Dieci novità nel panorama vitivinicolo della Puglia, che ci hanno impressionato per originalità, freschezza, ampiezza dei profumi. Eccola allora la nostra top-ten del giorno, che parte da una un vino-manifesto che siginifica orgoglio volontà di rinascita: È il 72100, Negramaro in purezza della cantina sociale Risveglio Agricolo di Brindisi, che con questa nuova etichetta cerca di invertire un cammino che negli ultimi anni si è dimostrato irto di difficoltà ed ostacoli. Questo rosso importante si lascia bere piacevolmente, ed il suo prezzo (6,50 ?) è davvero ottimo.

Altra bella novità tutta brindisina è l'OltreMé delle Tenute Rubino, un Susumaniello giovane, che strizza l'occhio ai winelovers e si propone come etichetta da winebar. Leggero, suadente e profumato. Come pure il 12eMezzo di Vigne e Vini Varvaglione, azienda di Leporano, Taranto, che per sfondare nei lounge bar e attecchire tra la clientela più giovane, lancia questo Primitivo dal basso tasso alcolico.

Mottura, cantina di Tuglie, presente al Vinitaly con la Social Wine Machine, che crea un contatto diretto tra il visitatore in fiera ed il suo profilo Facebook, presenta invece un gran bel Negroamaro, Le Pitre, rosso di grande impatto e dall'indubbia personalità, con caratteri tipici che lo legano profondamente al territorio salentino da cui nasce. Sempre dal tacco d'Italia, altre due perle: il Vigna Vitrilli Grande di Apollonio (Monteroni di Lecce) ed il nuovissimo Grecìa Rosè della cantina Paolo Leo di San Donaci (Brindisi).

Risalendo verso il Nord Barese troviamo un Moscato di Trani molto interessante, quello di Torre Santa, new entry pugliese nata da Torrevento e pensata per la grande distribuzione italiana. E poi un vino eccezionale, il Canace delle Cantine Diomede di Canosa, nato dall'incrocio tra uve Nero di Troia e Aglianico, due tra i vitigni più ostici da lavorare. Sempre dal Nero di Troia, ma questa volta associato al Merlot, prende vita il Macchione dell'azienda Nonno Vittorio di Torremaggiore (Foggia), un'altra new entry per il Vinitaly.

Ultimo, ma non certo per valore, il corposo ed esaltante Primitivo Riserva 2007 delle cantine Giuliani di Turi (Bari), una realtà piccola che da qualche anno mette sul mercato dei vini davvero ottimi.

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