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Domenica, 16 Gennaio 2022
Economia

Giurgola si ricandida per l'Authority e manda a Roma due progetti contestati

BRINDISI – Ottima occasione quella di stasera, per il presidente uscente dell’Autorità portuale, Giuseppe Giurgola, al quale il Rotary di Brindisi offre il palchetto dell’oratore per discettare su “Come sta cambiando il porto di Brindisi” (ore 20, Hotel Internazionale se non andiamo errati). Giurgola, classe 1932, è probabilmente l’unico a Brindisi a pensare che il porto sta cambiando in meglio e ha deciso di tentare il raddoppio del mandato ricandidandosi alla guida dell’ente. La sua domanda è stata infatti acquisita agli atti dall’amministrazione provinciale, assieme a quelle (per citare i pochi nomi trapelati) degli ingegneri specializzati in logistica Rino Casilli e Roberto Serafino, a quella degli operatori marittimi Adriano Guadalupi (agente) e Ferrero Cafaro (impresa). Inopinatamente, però, a fare concorrenza a Giurgola scende in campo anche un altro uomo dell’Authority, il geometra Carmine Campana, servizi tecnici, membro del Comitato portuale. La sua è stata l’ultima candidatura acquisita agli atti prima del termine. Ora bisognerà vedere la replica delle domande presso la Camera di Commercio, che ha aperto da pochi giorni la corsa alle terne. Poi toccherà – con calma, ha detto il sindaco - al Comune.

BRINDISI - Ottima occasione quella di stasera, per il presidente uscente dell'Autorità portuale, Giuseppe Giurgola, al quale il Rotary di Brindisi offre il palchetto dell'oratore per discettare su "Come sta cambiando il porto di Brindisi" (ore 20, Hotel Internazionale se non andiamo errati). Giurgola, classe 1932, è probabilmente l'unico a Brindisi a pensare che il porto sta cambiando in meglio e ha deciso di tentare il raddoppio del mandato ricandidandosi alla guida dell'ente. La sua domanda è stata infatti acquisita agli atti dall'amministrazione provinciale, assieme a quelle (per citare i pochi nomi trapelati) degli ingegneri specializzati in logistica Rino Casilli e Roberto Serafino, a quella degli operatori marittimi Adriano Guadalupi (agente) e Ferrero Cafaro (impresa). Inopinatamente, però, a fare concorrenza a Giurgola scende in campo anche un altro uomo dell'Authority, il geometra Carmine Campana, servizi tecnici, membro del Comitato portuale. La sua è stata l'ultima candidatura acquisita agli atti prima del termine. Ora bisognerà vedere la replica delle domande presso la Camera di Commercio, che ha aperto da pochi giorni la corsa alle terne. Poi toccherà - con calma, ha detto il sindaco - al Comune.

Ma non tutto, oggi, filerà liscio come l'olio per il presidente uscente. Con tutto il rispetto per la conferenza del Rotary, ma la seduta della terza sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, chiamata oggi a valutare due progetti spediti in tutta fretta da Giurgola, sarà tutt'altra cosa. Di cosa si tratta è presto detto. Giurgola, assolutamente impermeabile alla pioggia di critiche che ha ricevuto in entrambi i casi, insiste con l'operazione del terminale crociere a Punta Riso, malgrado il veto della Soprintendenza, e con la stazione marittima a Punta delle Terrare. La terza sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, preposta alle opere marittime, si troverà sul tavolo il progetto di modifica di un tratto della Diga di Punta Riso per accogliere grandi navi da crociera. Il progetto è stato presentato sotto la veste di adeguamento tecnico funzionale, per mimetizzare il suo punto debole: non tanto la mancanza di finanziamenti per l'opera, quanto quella di una variante al Piano regolatore del porto.

Sistema che non funzionerà, probabilmente: l'adeguamento tecnico funzionale infatti non viene più preso in considerazione come sostituto di una modifica al Prp. Stesso discorso per le modifiche che Giurgola vuole apportare ad un progetto gi approvato e finanziato nel 2006, quello dei nuovi cinque accosti a S.Apollinare. Il sito dell'opera non coincide affatto con quello prescelto da Giurgola per il nuovo terminal traghetti di Punta delle Terrare, e questo sta creando un marasma, non solo tra gli ordini professionali di architetti e ingegneri e l'Authority per l'iter seguito nell'affidamento degli incarichi. Ma Maometto non vuole andare alla montagna, cioè Giurgola non vuole spostare l'ubicazione della nuova stazione marittima a S.Apollinare, che sarebbe la soluzione più logica, ma vuole che la montagna vada da Maometto, cioè i nuovi accosti si dovrebbero spostare verso Costa Morena.

Perché tutto ciò? Chi non vuole che il piazzale di S.Apollinare sia dedicato al traffico passeggeri e ro-ro? A chi fa gola l'area? Pensare anche per un secondo di ritardare l'esecuzione di un opera già in ritardo pure se munita di dotazione finanziaria, per lasciare il campo libero a piccoli interessi da cittadina di provincia e da politica piccola piccola, sarebbe un grave errore. L'ennesimo. Si guardi nella stessa zona il capannone Montecatini: restaurato a suon di soldi pubblici, per ora trasformato in piccionaia con relativo contorno di guano. Bisognerebbe trovargli un utilizzo non occasionale (tipo Snim o fiere di chissà che cosa), ma stabile, magari al servizio del traffico passeggeri. Ma a chi interessa questo? Ed ecco che Giurgola, con la politica locale che gli lascia le mani libere, addirittura pensa di eliminare i tre denti di attracco del progetto originario, per sostituirli con una lunga banchina da S.Apollinare a Punta delle Terrare, cementificando il litorale rimasto libero, passando sopra Fiume Grande, e raggiungendo così il sito dove ha deciso di costruire il nuovo terminal traghetti. Cioè, vuole piegare la situazione in maniera tale da giustificare e rendere plausibile una scelta contestatissima, e nel contempo lasciare libero il piazzale di S.Apollinare a qualche congrega locale.

Ma anche quest'ultima modifica viene presentata come adeguamento tecnico funzionale di un'opera, quella dei cinque nuovi accosti, che fu oggetto di variante al Piano regolatore portuale. Si spera che il Consiglio superiore dei lavori pubblici dica no ugualmente no anche in questo caso.

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