Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Gli agenti marittimi della regione: "In Puglia una sola authority, non due"

Non ha dubbi Raccomar Puglia, l'associazione degli agenti marittimi raccomandatari della regione: per affrontare le nuove sfide che attendono il sistema logistico e dei trasporti marittimi a livello europeo e mondiale, i porti pugliesi hanno bisogno di una governance unica, cioè dell'Autorità portuale di sistema della Puglia prevista nella bozza della riforma Delrio, e non di frammentazioni e divisioni introdotte dalla politica locale

Non ha dubbi Raccomar Puglia, l'associazione degli agenti marittimi raccomandatari della regione: per affrontare le nuove sfide che attendono il sistema logistico e dei trasporti marittimi a livello europeo e mondiale, i porti pugliesi hanno bisogno di una governance unica, cioè dell'Autorità portuale di sistema della Puglia prevista nella bozza della riforma Delrio, e non di frammentazioni e divisioni introdotte dalla politica locale.

Non cita casi specifici, la nota diffusa oggi da Raccomar Puglia, ma il messaggio è chiaro: chi opera ogni giorno nei porti dal settore dei passeggeri a quello delle merci, dal traffico ro-ro- a quello delle rinfuse, dei prodotti chimici, dei minerali, dei prodotti alimentari, rappresentando numerosi armatori, non crede che la soluzione sia quella di dividere i porti pugliesi tra una authority a Taranto e una a Bari. Ci vuole una sola governance.

"Con il varo del piano strategico nazionale della portualità e della logistica anche la Puglia sarà oggetto di una rivisitazione nella ‘governance’ delle Autorità Portuali. L'associazione regionale degli Agenti Marittimi Pugliesi auspica una sinergia tra i porti regionali con  un sistema all'interno del quale ciascun porto esprima, con pari autorevolezza, le proprie precipue potenzialità sulla base di obiettive analisi dei traffici", si legge nel comunicato di Raccomar Puglia.

"Un unico sistema regionale - sottolinea Raccomar - potrà attuare scelte strategiche volte ad ottimizzare gli investimenti sulle infrastrutture purché ciò avvenga attraverso una struttura snella e vicina alle esigenze del mercato e degli operatori. Il sistema pubblico acquisirebbe una forza maggiore rispetto alle attuali frammentazioni e duplicazioni che rischiano di creare o rafforzare dannose competizioni e campanilismi".

Secondo Raccomar, infatti, "i piani operativi triennali, le scelte strategiche e gli investimenti conseguenti potranno in questo modo tener conto delle legittime aspettative dei territori di ciascun porto e, allo stesso tempo, si eviteranno sprechi e, ci si auspica, le lungaggini burocratiche che oggi frenano lo sviluppo del sistema portuale italiano e la sua competitività sugli scenari globali".
 

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