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Successo dei nuovi incentivi regionali: progetti industriali anche per Brindisi

Sono quasi 500 le proposte di investimento sollecitate dai nuovi incentivi messi in campo attraverso vari strumenti, per circa 370 milioni. Proposte che complessivamente prevedono 8.500 posti di lavoro a regime. A Brindisi proposte di investimento di Dema e Jindal

Sono quasi 500 le proposte di investimento sollecitate dai nuovi incentivi messi in campo attraverso vari strumenti, per circa 370 milioni. Proposte che complessivamente prevedono  8.500 posti di lavoro a regime. I progetti pervenuti alla Regione riguardano sia grandi gruppi industriali, anche esteri, che piccole e medie imprese: una risposta massiccia, se si considera che sono passati appena due mesi dell’avvio del nuovo ciclo di programmazione per l’accesso alle agevolazioni offerte dai contratti di programma e dai Pia. Alcuni importanti investimenti in settori innovativi riguardano Brindisi.

Il colosso indiano della chimica, Jindal, già presente con lo stabilimento rilevato tempo fa da Exxon-Mobil, per i suoi nuovi investimenti è pronto a realizzare un progetto del valore di 49 milioni di euro per macchinari, strumenti e nuova ricerca. Dema, impresa aerospaziale di Napoli, vuole realizzare un progetto a Brindisi, dove è già presente, e punta su strutture e strumenti, ricerca e innovazione.

Ci sono anche le new entry che scommettono sulla Puglia: Sipal, che a Torino si occupa di aerospazio, vuole una sede a Grottaglie solo ed esclusivamente per fare ricerca e innovazione con un investimento dedicato. Fincons, industria Ict di Milano, che chiede alla Regione di poter investire a Bari in strutture, strumenti, ricerca e innovazione.

L'assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone, che ha illustrato questi dati alla Fiera del Levante di Bari, spiega: "Siamo diventati una delle regioni più attrattive d'Italia. E oggi ne abbiamo una dimostrazione. Il 15 giugno, abbiamo attivato il pacchetto di nuovi incentivi, tra i quali i Contratti di Programma e i vari Pia per imprese medie, piccole e turismo. In piena estate e con agosto di mezzo - continua - siamo stati sommersi di domande. Certo ci speravamo, ma la realtà ci ha spiazzato. La risposta si spiega con un concetto semplice: fiducia. Le imprese evidentemente si fidano dell'azione amministrativa della Regione perché noi nella passata programmazione abbiamo garantito serietà, cioè rispetto degli impegni e risposte i in tempi certi. Ma non ci basta, vogliamo di più".

Loredana Capone"La nostra aspirazione è allineare il Pil della Puglia al resto del Paese e faremo tutto quello che è in nostro potere – ha dichiarato ancora Loredana Capone - per raggiungere quest'obiettivo. La strada maestra resta sempre quella di investire in innovazione e internazionalizzazione, ma non possiamo fare tutto da soli. Chiediamo al governo nazionale di supportare la nostra azione soprattutto sul piano delle infrastrutture che rappresentano il grosso deficit che il Mezzogiorno paga per il consolidamento del manifatturiero".

Sul versante della società in house della Regione che si occupa della programmazione, Puglia Sviluppo, ci sono le dichiarazioni dell’amministratore unico e del direttore generale. Sabino Persichella, amministratore unico di Puglia Sviluppo, la società 'in house' della Regione, organismo intermedio per la gestione degli incentivi regionali, che cura le istruttorie e l'interlocuzione costante con le aziende, sottolinea il lavoro svolto con il partenariato.

"Ogni nostra azione - dice - è stata condivisa con il partenariato. Le scelte collegiali hanno garantito che la strategia fosse vincente. Così siamo riusciti anche a dare continuità all'azione amministrativa che nel ciclo precedente ha portato a 4 miliardi di investimenti. Anche oggi le imprese hanno a disposizione avvisi privi di scadenza. E tuttavia bisogna consolidare i risultati raggiunti. A breve realizzeremo ulteriori strumenti che potranno favorire l'accesso delle imprese al mercato dei crediti e dei capitali per promuovere la crescita dimensionale delle aziende pugliesi".

Il direttore generale Antonio De Vito ragiona sui risultati raggiunti: "Le imprese hanno accettato la sfida nonostante i nuovi bandi alzino l'asticella dell'accessibilità vincolandole a fare ricerca. Oggi - evidenzia - un semplice investimento in attivi materiali non è più fattibile se non è accompagnato da un intervento in ricerca industriale e sviluppo sperimentale che innovi processo e prodotto. Abbiamo condiviso con le associazioni di categorie e i sindacati l'opportunità di stare all'interno di un ciclo economico tecnologico e le imprese hanno capito che se non si adeguano alla specializzazione intelligente sono fuori dal mercato".

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