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Gse, passaggio di personale: "Accordi non rispettati". Lavoratori in agitazione

Un gruppo di dipendenti si è ritrovato davanti alla sede di Confindustria. "Le unità riassorbite scendono a 95"

BRINDISI – Torna rovente il clima intorno alla cessione della Gse al gruppo Dcm. Nelle ultime ore sono sorti degli intoppi riguardanti il passaggio di personale che nella tarda mattinata di oggi hanno indotto un nutrito gruppo di lavoratori a presentarsi davanti alla sede di Confindustria Brindisi, in corso Garibaldi.

Da quanto appreso, la Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) contesta il mancato rispetto dell’accordo sindacale sottoscritto lo scorso 17 gennaio al termine di una riunione fiume svoltasi presso la sede della Regione Puglie, in presenza della Task force per le emergenze occupazionali, delle organizzazioni sindacali e di rappresentanti della stessa Confindustria.

Sono 225 i dipendenti della Gse, azienda aerospaziale finita in mano alla curatela fallimentare nei primi mesi del 2017. In virtù dell’accordo del 17 gennaio, 113 di questi dovrebbero confluire nella Dar, azienda satellite di un’altra impresa aerospaziale salvata dal gruppo Dcm, la Dema. Gli altri 112 dovrebbero restare in Dcm, ma verrebbero messi in cassa integrazione per 24 mesi (con l’impegno di Dcm di le indennità di cassa integrazione a carico dell’Inps) prorogabili fino a 36 mesi. 

A quanto pare, però, Dcm avrebbe manifestato l’intenzione di ridurre da 113 a 95 le unità assorbite in Dar, proponendo, fra l’altro, dei profili professionali che non corrispondono a quelli degli accordi in gestione. La questione è al centro di un confronto fra azienda ed Rsu che si sta svolgendo nella sede di Confindustria. Seguono aggiornamenti

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