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Gse: "Salvi tutti e 225 i lavoratori, scritta una pagina di storia sindacale"

L'assemblea dei lavoratori della Gse ha condiviso l'accordo con Dcm raggiunto in Regione, al termine di un incontro fiume

BRINDISI – L’incubo dei licenziamenti è stato scongiurato. I lavoratori della Gse hanno condiviso all’unanimità l’accordo sindacale con la Dcm sottoscritto alle 00.30 di oggi (18 gennaio) presso la sede della Regione Puglia, al termine di un lunghissimo incontro presieduto dalla Task force regionale. Parecchi dei 225 dipendenti dell’azienda aerospaziale, in mano alla curatela fallimentare dai primi mesi di gennaio 2017, si sono commossi per il buon esito di una trattativa che fra lunedì e martedì era stata sul punto di saltare.

I punti principali dell'accordo

I punti chiave del documento che dà il via libera all’acquisizione dalla Gse da parte di Dcm sono stati illustrati stamani ai lavoratori, nel corso di un’assemblea che si è svolta in fabbrica. Subito dopo la fine dell’assemblea, la Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) e i rappresentati delle organizzazioni sindacali si sono recati presso la sede di Confindustria Brindisi per siglare l’accordo riguardante il passaggio di personale. In prima battuta, tutti e 225 i lavoratori passeranno fra le file della Dcm. Poi 113 di questi andranno a lavorare nella Dar, un’azienda satellite della Dema, altra industria aerospaziale attiva a Brindisi salvata dal fallimento dalla stessa Dcm.  Gli altri 112 resteranno in Dcm, ma verranno messi in cassa integrazione per 24 mesi, prorogabili fino a 36 mesi. 

Stabilimento Gse-2

Fin qui nulla di nuovo rispetto al piano industriale, ribattezzato Drago, presentato nei giorni scorsi dalla Dcm. La svolta alla quale si è arrivati ieri consiste nel fatto che Dcm ha messo nero su bianco il proprio impegno ad assumere in Dar tutti i lavoratori in esubero (gli operai entro 24 mesi, gli impiegati entro 36 mesi), anticipando le indennità di cassa integrazione a carico dell’Inps. Dcm organizzerà anche dei corsi di formazione consoni alle mansioni svolte dai lavoratori, sul cui andamento vi sarà una supervisione da parte della Rsu. Nel frattempo partiranno dei colloqui individuali per sancire le figure professionali, in relazione alle esigenze produttive. Per le donne e i diversamente abili vi sarà la priorità di inserimento.

I prossimi step

Già dal prossimo mese, in base ai carichi di lavoro, potrebbero registrarsi nuove assunzioni. A tal proposito va detto che la Gse lascia in eredità a Dcm, e quindi a Dar, commesse milionarie per i prossimi 20 anni. Il lavoro, dunque, non dovrebbe mancare. Il sugello sul passaggio di proprietà, salvo proroghe di qualche giorno, dovrebbe avvenire il prossimo 23 gennaio, quando Dcm e curatela fallimentare stipuleranno il rogito. L’azienda, sulla base dell’accordo raggiunto lo scorso 27 dicembre presso il tribunale di Brindisi-sezione fallimentare, è stata venduta al costo di 3,6 milioni di euro, di cui 360mila euro già versati a titolo di caparra. Non era affatto scontato che questa vicenda potesse avere un lieto fine.

Vincenzo Starace e il curatore fallimentare di Gse-2

Basti pensare che lunedì scorso, nel corso di una convention svoltasi presso l’hotel Nettuno per la presentazione del piano Drago, l’amministratore di Dema, Vincenzo Starace (nella foto in alto, accanto al curatore fallimentare), aveva manifestato la volontà di abbandonare l'operazione. Ma grazie alla risolutezza della Rsu e delle organizzazioni sindacali la trattativa è rimasta viva.

La soddisfazione dei sindacati

“I lavoratori – dichiara Alfio Zaurito, segretario provinciale della Uilm Brindisi, sindacato al quale è iscritta la maggior parte dei dipendenti di Gse – hanno scritto una pagina di storia sindacale che rimarrà negli annali della città di Brindisi. La loro caparbietà e la conservazione della dignità sono state encomiabili. Tutti dovrebbero prendere esempio da loro”. Sull’accordo raggiunto in Regione ci sono anche le firme dei rappresentanti dei sindacati Cgil, Cgil-Fiom, Cisl Fim, Fismic Confsal, Ugl, Cobas, oltre a Confindustria Brindisi. 

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