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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

Guadagnuolo scrive già da segretario

BRINDISI - Il candidato di Haralambidis, Manlio Guadagnuolo, rompe il silenzio e scrive alla stampa, con un tono da segretario generale già nominato. Qualche sua affermazione è discutibile, ma crediamo alle sue buone intenzioni. E siccome parla di trasparenza, lo mettiamo alla prova: si faccia intervistare. Almeno lui.

BRINDISI - Il candidato segretario generale di Iraklis Haralambidis, Manlio Guadagnuolo, non solo non si defila dalla corsa alla poltrona dell'Autorità portuale, ma scrive agli organi di informazione per spiegare la sua posizione. Un intervento che l'imprenditore «ritiene doveroso per fare chiarezza e per riportare nell'alveo della correttezza giuridica la procedura di nomina del Segretario Generale, ma anche necessari per comprendere quali potranno essere gli scenari futuri dell'Autorità portuale».

Se ne deduce, dunque, che in questi giorni i giornalisti brindisini (beninteso, BrindisiReport.it in testa) abbiano detto e scritto molte stupidaggini.

Secondo Guadagnuolo «la Legge 84/94 non lascia spazio ad equivoci: il Presidente propone, discrezionalmente e a proprio insindacabile giudizio, il soggetto che ritiene essere idoneo e competente a ricoprire il ruolo di Segretario Generale e, conseguentemente, il Comitato portuale è chiamato a verificare se il soggetto proposto sia un "esperto di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge". Per questo motivo, non sono riuscito a comprendere alcune dichiarazioni sulla stampa e talune azioni promosse, che hanno spostato su un piano diverso e non corretto giuridicamente, una nomina squisitamente tecnica e prevista tale dalla legge 84/94».

In realtà, l'articolo 9 (lettera h) della legge 84/94 dice che il Comitato portuale «delibera, su proposta del presidente, la nomina e l'eventuale revoca del segretario generale». Non c'è scritto da nessuna parte che il Comitato sia obbligato a fare propria la scelta del presidente. Dunque l'opposizione al nome di Guadagnuolo, o di qualunque altro candidato, è assolutamente legittima.

L'altro articolo richiamato dal candidato di Haralambidis, il numero 10, dice testualmente che "il segretario generale è nominato dal comitato portuale, su proposta del presidente, tra esperti di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge". Che non è esattamente la stessa cosa scritta da Guadagnuolo, e cioè che "il Comitato portuale è chiamato a verificare se il soggetto proposto sia un "esperto di comprovata qualificazione professionale nel settore disciplinato dalla presente legge".

Come al solito, è tutta una questione di interpretazione delle leggi.

Guadagnuolo, poi, si rammarica perché avrebbe «gradito leggere sulla stampa di un dibattito sulla mia professionalità e competenza specifica nel settore e, proprio in tale ottica, avrei desiderato moltissimo (e lo desidero tuttora) ricevere un invito, da parte dei componenti del Comitato portuale, ad un incontro collegiale con il sottoscritto, per parlare di organizzazione, di indirizzi e di programmazione futura dell'Autorità portuale, per scambiare idee e discutere su progetti e programmi innovativi e strategici su ciò che a tutti sta a cuore: lo sviluppo del Porto di Brindisi».

Sarebbe piaciuto anche a noi giornalisti, e probabilmente anche ai componenti del Comitato portuale, poter discutere di competenze, trascorsi, esperienze, ma forse Guadagnuolo non sa che a nessuno è stato permesso di visionare i curriculum pervenuti. Ad oggi non sappiamo neanche chi si sia proposto per quella poltrona. E chissà se mai lo sapremo.

Il seguito della lettera dell'imprenditore aspirante segretario sembra un discorso di insediamento di una persona già nominata: «Una cosa sento di poterla garantire fin d'ora: il mio impegno affinché l'Autorità portuale possa essere un luogo aperto, aperto alla trasparenza e alle istanze del territorio e di tutti coloro che vorranno presentare proposte e progetti, nell'esclusivo interesse del porto e di tutto il territorio di riferimento».

Guadagnuolo ci informa che ha «avuto il piacere e l'onore di dialogare sia con il presidente Haralambidis che con alcuni rappresentanti istituzionali del territorio brindisino, cogliendo in tutti la voglia di lavorare insieme e concretamente per la crescita del territorio»: sarebbe bello conoscere i nomi degli altri rappresentanti istituzionali del territorio brindisino, giusto per ricollegarsi al discorso sulla trasparenza...

La chiusura della lettera è un programma politico: «In sostanza, bisogna operare insieme con risultati tangibili e far trasparire un'immagine positiva del porto e di tutto il territorio brindisino, perché solo così potranno attrarsi e incentivarsi gli investimenti e potranno cogliersi importanti occasioni di sviluppo e di occupazione per il territorio. Sono convinto che il porto tornerà presto ad essere il vero volano della Città».

Belle parole, ma purtroppo sono le stesse che abbiamo sentito già da tutti i presidenti che si sono avvicendati a Brindisi dal 1994 ad oggi. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ora poiché è d'obbligo credere nelle buone intenzioni e nella buona fede di Guadagnuolo, vorremmo rivolgergli una domanda: sarebbe disposto ad una intervista per conoscerlo meglio e per discutere di quanto accaduto e di quel che accadrà?

Sarebbe, da parte sua, un gesto di trasparenza e disponibilità. Disponibilità che il presidente Haralambidis non ci ha finora concesso.

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