Haralambidis a casa. Lo saprà domani

BRINDISI – Iraklis Haralambidis apprenderà ufficialmente solo domani che dovrà fare le valigie. Infatti non prima di mercoledì 4 luglio il suo avvocato riceverà la notifica della sentenza della prima sezione del Tar di Lecce, che sostanzialmente stabilisce che il professore ellenico di economia marittima non aveva i requisiti previsti dalla legge italiana per essere nominato alla guida di un ente di diritto pubblico non economico, come appunto una Autorità portuale. Dopo di che, comincerà l’attesa per la designazione, da parte del superministro Corrado Passera, del commissario che dovrà reggere l’Authority brindisina si presume per non meno di un anno.

La sede dell'Autorità Portuale

BRINDISI – Iraklis Haralambidis apprenderà ufficialmente solo domani che dovrà fare le valigie. Infatti non prima di mercoledì 4 luglio il suo avvocato riceverà la notifica della sentenza della prima sezione del Tar di Lecce, che sostanzialmente stabilisce che il professore ellenico di economia marittima non aveva i requisiti previsti dalla legge italiana per essere nominato alla guida di un ente di diritto pubblico non economico, come appunto una Autorità portuale. Dopo di che, comincerà l’attesa per la designazione, da parte del superministro Corrado Passera, del commissario che dovrà reggere l’Authority brindisina si presume per non meno di un anno.

Basta fare due conti molti semplici. La sentenza del Consiglio di Stato, dando per scontato il ricorso di Haralambidis, non giungerà prima della fine dell’anno e sembra difficile che nel frattempo possa intervenire  in via cautelare una sospensione della sentenza del Tar. Poi, nel caso di conferma dell’annullamento della nomina e di tutti gli atti connessi, si dovrebbero riformulare le terne per la scelta del nuovo presidente dell’Autorità portuale da parte di Comune, Provincia e Camera di Commercio di Brindisi, quindi tutto ripasserebbe al vaglio del ministro e del presidente della Regione Puglia, ma a quel punto saremo giunti a ridosso delle elezioni politiche di aprile 2013, e si potrebbe soprassedere ulteriormente alla nomina.

Queste previsioni ovviamente si ridurrebbero della metà se la sentenza del Consiglio di Stato fosse di accoglimento del ricorso di Iraklis Haralambidis. Tuttavia nelle condizioni in cui si trova, il porto di Brindisi non si può permettere di perdere altre linee e altri traffici, dopo il taglio dei collegamenti con la Grecia, il calo netto del traffico merci, la riduzione ad una sola nave per Valona dei collegamenti con l’Albania, il passaggio a Bari di un’altra delle navi, messa sulla linea tra il capoluogo di regione e Durazzo da un operatore marittimo brindisino, e dopo il trasferimento a Bari anche della base per lo yachting a causa della conflittualità con l’Autorità portuale dell’agente marittimo Teo Titi.

A tutto ciò si aggiunga il ritardo nella realizzazione di una stazione marittima, la necessità di accelerare ancora sull’iter dei nuovi accosti passeggeri e ro-ro di S.Apollinare, e sulla realizzazione di una piastra logistica intermodale. Quindi bisogna valutare bene, da parte del ministero, se Brindisi abbia bisogno di un commissariamento che garantisca solo l’ordinaria amministrazione, e quindi di una scelta burocratica, oppure di una soluzione transitoria che comunque garantisca le iniziative urgenti di rilancio e il dialogo con gli operatori e gli enti locali interessati. Quindi, un funzionario ministeriale, il comandante della Capitaneria di Porto oppure un soggetto del territorio con la necessaria esperienza e qualità?

Il ministro Corrado Passera, o il vice ministro con delega alle infrastrutture, Mario Ciaccia, possono spezzare la logica delle spartizioni tra aree politiche dei presidenti delle Autorità portuali, come è stato anche nel caso dei recenti rinnovi, e innescare a Brindisi un percorso virtuoso che renda utili e operativi i mesi dell’attesa del nuovo presidente. Ma si dovrebbe andare oltre la logica dell’interim per l’ordinaria amministrazione, e scegliere tra le professionalità disponibili nel territorio, come è stato del resto a Taranto nel recente passato.

E’ invece per la soluzione tecnica il consigliere regionale Giovanni Brigante, che con una nota inviata a Passera, ma anche a Vendola, Ferrarese, Consales e al presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, chiede “di avviare con urgenza il commissariamento individuando come pertinente commissario il comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, capitano di vascello (CP) Giuseppe Minotauro, vice presidente del Comitato Portuale e quindi soggetto a conoscenza delle tematiche trattate nell’ultimo anno dal Comitato medesimo”.

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“Per l’importanza delle problematiche, per le criticità e per la piena realizzazione di ogni progetto in itinere riguardanti il porto di Brindisi, la presente – dice Brigante - non può che assumere carattere di massima urgenza considerati i tempi tecnici di nomina che potrebbero trasformarsi in letali lungaggini per l’immediato futuro del porto stesso”. Non si arrende, pare, il centrodestra che ha voluto fortemente il professore greco. Sino al punto di perorare a Roma l'impossibile, si dice: cioè la nomina dello stesso Haralambidis a commissario. Ma se non ha i requisiti per fare il presidente, perchè dovrebbe averli per rimpiazzare se stesso?

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