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Haralambidis, rinuncia ricorso d'urgenza

BRINDISI - Subisce un nuovo rinvio la decisione sull'eleggibilità di Iraklis Haralambidis, nella sua qualità di cittadino europeo ma non italiano, alla presidenza dell'Autorità portuale di Brindisi. Il professore ellenico di Economia marittima ha infatti rinunciato al ricorso d'urgenza contro il pronunciamento del Tar di Lecce che lo aveva sospeso dall'incarico, ravvisando la possibilità che la nomina fosse illegittima, quindi il Consiglio di Stato dovrà ora fissare una udienza di merito per i prossimi mesi.

BRINDISI - Subisce un nuovo rinvio la decisione sull'eleggibilità di Iraklis Haralambidis, nella sua qualità di cittadino europeo ma non italiano, alla presidenza dell'Autorità portuale di Brindisi. Il professore ellenico di Economia marittima ha infatti rinunciato al ricorso d'urgenza contro il pronunciamento del Tar di Lecce che lo aveva sospeso dall'incarico, ravvisando la possibilità che la nomina fosse illegittima, quindi il Consiglio di Stato dovrà ora fissare una udienza di merito per i prossimi mesi.

Haralambidis ha deciso con i suoi legali di accantonare il ricorso d'urgenza perchè ha constatato che la decisione del Tar di Lecce non era stata impugnata dal ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera, il quale evidentemente a proposito dell'incarico della massima carica dell'Authority ad un cittadino non italiano non la pensa come il suo predecessore Altero Matteoli. Trovandosi solo davanti al Consiglio di Stato, Iraklis Haralambidis ha deciso di puntare tutto sull'udienza di merito.

Intanto passerà altro tempo, con il rischio che il commissariamento del porto di Brindisi duri più del previsto ma, peggio ancora, che nell'incertezza lo stesso commissario Ferdinando Lolli non metta mano a riforme radicali della gestione dell'ente, avviando una politica dei servizi adeguata agli standard, e non sblocchi il progetto dei nuovi approdi a S.Apollinare, né avvii la progettazione del nuovo Piano regolatore portuale.

Queste però sono ipotesi, perchè è invece probabile che di fronte a tempi lunghi si decida invece di operare come la situazione richiede, e senza neppure escludere passi da parte del ministro per evitare che la sorte commerciale, logistica e occupazionale del porto di Brindisi dipenda dalle strategie legali del presidente sospeso dal Tar di Lecce il quale, prima di lasciare il suo ufficio aveva salutato il personale dicendo "ci rivediamo tra un mese". Le cose non stanno affatto così.

La parte attiva del ricorso contro la nomina di Haralambidis, l'ingegnere brindisino Calogero Casilli, dal canto proprio dovrà ora decidere con i suoi legali quali altri passi compiere in vista dell'udienza di merito davanti al Consiglio di Stato.

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