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Sabato, 4 Dicembre 2021
Economia

Haralambidis se ne torna a Brindisi

BRINDISI - Iraklis Haralambidis se ne torna a Brindisi grazie ad una pilatesca sentenza del Consiglio di Stato, che ha rimesso alla Corte di Giustizia europea il compito di dirimere la vicenda della legittimità o meno della nomina di un cittadino non italiano alla direzione di un ente dove si assumono decisioni strategiche per l'economia nazionale, concedendo contestualmente la sospensiva della sentenza del Tar di Lecce del giugno scorso, che aveva "deposto" lo stesso Haralambidis.

BRINDISI - Iraklis Haralambidis se ne torna a Brindisi grazie ad una pilatesca sentenza del Consiglio di Stato, che ha rimesso alla Corte di Giustizia europea il compito di dirimere la vicenda della legittimità o meno della nomina di un cittadino non italiano alla direzione di un ente dove si assumono decisioni strategiche per l'economia nazionale, concedendo contestualmente la sospensiva della sentenza del Tar di Lecce del giugno scorso, che aveva "deposto" lo stesso Haralambidis.

Il problema, dunque, non è affatto risolto malgrado la giurisprudenza sino a questo momento abbia riconosciuto la circolazione dei lavoratori nell'ambito della Ue, mentre la legge esclude che un cittadino comunitario possa ricoprire incarichi decisionali in enti pubblici. Non si comprende come il supremo organo di giustizia amministrativa abbia considerato il problema una questione tra Stati, e non un problema di legislazione nazionale.

Fatto stato, che il professore greco che nel porto di Brindisi è stato al centro di una continua conflittualità con gli operatori locali, almeno per due mesi ancora se ne starà al suo posto nell'ufficio della ex stazione marittima che l'attuale commissario straordinario, Ferdinando Lolli, aveva fatto riarredare. Chissà se Haralambidis si accontenterà, o se i mobili cambiaranno per l'ennesima volta.

Secondo le stime degli avvocati, la Corte di Giustizia europea - che non ha i tempi della giustizia italiana - dovrebbe infatti pronunciarsi entro la fine di febbraio o al massimo entro marzo. Dopo di che, in caso di sentenza favorevole ad Haralambidis, vedremo quanti manager italiani saranno ammessi ai bandi o alle procedure per la designazione dei presidenti degli enti portuali tedeschi, olandesi, francesi, spagnoli, e naturalmente greci.

Considerando che la Provincia è commissariata, che la Regione andrà presto allo scioglimento del consiglio per nuove elezioni (in seguito alla candidatura di Nichi Vendola al Parlamento), a rappresentare il territorio in Comitato portuale non restano che il Comune di Brindisi e la Camera di Commercio, almeno in questi mesi cruciali.

Riuscirà il sindaco Mimmo Consales a inaugurare una stagione di rapporti incalzanti e proficui per la città, con l'Autorità Portuale e Haralambidis sin che resta? Lo sapremo presto: sono in gioco il Pug, la nuova logistica, il nuovo Piano regolatore del porto. La sentenza spezza inoltre il filo delle iniziative avviate dall'ammiraglio Lolli, che quanto prima dovrà rientrare a Genova.

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