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Economia

I Barretta: risposta su tariffe e base

BRINDISI - Riceviamo da Domenico e Giovanni Barretta, amministratori dell'Impresa Fratelli Barretta, una lunga nota di rettifica - come viene presentata dall'azienda - e di commento al nostro articolo del 27 settembre. Noi in verità nei abbiamo scritti due, sulla questione dello spostamento della base rimorchiatori, e la risposta della Fratelli Barretta era nelle cose. Ci tenevamo tanto a pubblicarla integralmente da aver affrontato l'ingrato compito di trascriverla parola per parola in un file di Word, perchè ci è pervenuta in un formato di Adobe Pdf che non consentiva di copiarla e riportarla sul nostro giornale telematico. In ogni caso, l'originale è disponibile a fondo pagina, per verificare la correttezza della nostra trascrizione. Diciamo però subito che, doverosamente, in allegato c'è anche una nostra risposta.

BRINDISI - Riceviamo da Domenico e Giovanni Barretta, amministratori dell'Impresa Fratelli Barretta, una lunga nota di rettifica - come viene presentata dall'azienda - e di commento al nostro articolo del 27 settembre. Noi in verità nei abbiamo scritti due, sulla questione dello spostamento della base rimorchiatori, e la risposta della Fratelli Barretta era nelle cose. Ci tenevamo tanto a pubblicarla integralmente da aver affrontato l'ingrato compito di trascriverla parola per parola in un file di Word, perchè ci è pervenuta in un formato di Adobe Pdf che non consentiva di copiarla e riportarla sul nostro giornale telematico. In ogni caso, l'originale è disponibile a fondo pagina, per verificare la correttezza della nostra trascrizione. Diciamo però subito che, doverosamente, in allegato c'è anche una nostra risposta.

"Egregio direttore, leggiamo sul vostro sito in data 27 settembre una serie di gravi inesattezze che danneggiano l'immagine e il prestigio della nostra azienda. Sarebbe stato sufficiente che i vostri cronisti avessero svolto un normale diligente approfondimento dei fatti e delle norme vigenti per scoprire che:

1) oggetto dell'incarico della nuova commissione istituita dall'autorità portuale è solo l'area a terra adibita a cantiere ove sono riposti gli strumenti e le attrezzature necessarie all'esercizio della impresa. In passato l'impresa Barretta ha più volte manifestato la propria disponibilità a liberare tale area (oggetto di concessione demaniale), ma le amministrazioni interessate non hanno mai provveduto a dare la disponibilità di un nuovo sito il quale, deve comunque trovarsi nelle immediate vicinanze dell'approdo per esigenze di sicurezza e prontezza operativa (ordinanza n.80 del 1992).

Ad onor del vero, nell'aprile del 2008 la Commissione istituita dall'ex presidente dell'Autorità Portuale dott. Giurgola aveva individuato una postazione idonea in un locale di proprietà della Provincia; purtroppo tale amministrazione nonostante le nostre numerose sollecitazioni, non ha mai dato alcun riscontro alle nostre istanze. I ritardi perciò non dipendono da comportamenti dilatori dell'Impresa Barretta che anzi non è rimasta inerte e sta provvedendo a ristrutturare un immobile di sua proprietà sempre in via de Revel n.43 ove è pronta a trasferire le proprie attrezzature di terra non appena saranno cominciati i lavori.

Con la demolizione dei manufatti a cura e spese della nostra impresa, si libererà l'area demaniale a terra.

2) Lo spostamento dei rimorchiatori dallo specchio d'acqua in cui si trovano ad altra area del porto non provocherebbe alcun taglio al fatturato della impresa, come invece sostenete nel l'articolo. Infatti, la maggiorazione del 50% per le prestazioni rese nel porto medio o esterno non è strettamente collegata al luogo di esecuzione della prestazione, ma è collegata ad un complesso meccanismo di revisione tariffaria, stabilito dalla legge,; tale principio, prevalente su ogni altro criterio, impone che il fatturato delle concessionarie del servizio rimorchio, riconosciuto quale servizio pubblico essenziale (legge n. 146/1990) rimanga costante a parità di traffico.

Tale principio serve a mantenere un equilibrio tra i costi e i ricavi che con senta alla concessionaria di effettuare i consistenti investimenti che la medesima sostiene per mantenere il servizio sempre al massimo dell'efficienza (h24). Questa è la ragione per cui le tariffe del servizio sono soggette a revisione biennale e sono sottoposte ad un complesso iter procedimentale che prevede la consultazione preventiva dell'utenza, vale a dire delle associazioni sindacali che fanno capo agli armatori delle navi prima della loro approvazione da parte dell'Autorità Marittima.

Tali principi e meccanismi vengono applicati in tutti i porti italiani con il benestare del Consiglio d'Europa. Come si vede, è un con testo in cui le singole concessionarie non hanno alcun margine per decidere autonomamente le tariffe da applicare, peraltro, a puro titolo di cronaca, le nostre tariffe sono più basse e competitive di quelle di molti altri porti compreso quello di Bari e Taranto.

3) Lo spostamento dei rimorchiatori in altra area (come da voi prospettato a Costa Morena Est), sarebbe sicuramente un impedimento alla crescita del porto, perché penalizzerebbe banchine che invece devono rimanere operative (come Costa Morena), mentre oggi i rimorchiatori occupano una banchina non operativa. Distinti saluti".

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Risponde Marcello Orlandini

Gentilissimi signori, mi rendo conto sempre più di vivere in una realtà dove da un lato è possibile parlare dell'esistenza di un monopolio televisivo del capo del governo, mentre invece resta molto difficile citare e criticare, esercitando un diritto costituzionale, il sistema tariffario dei rimorchiatori di Brindisi e forse dell'intera rete dei porti italiani.

1) Da quanto voi stessi affermate, si tratta di un complesso meccanismo che, se ho ben capito, serve a garantire costantemente il fatturato dell'impresa di rimorchio tenendo in considerazione l'esigenza della stessa di effettuare rilevanti investimenti nella propria flotta e nelle proprie attrezzature.

Se i ministeri competenti e la Commissione europea lo consentono, voi rilevate, è perché si tratta di un servizio pubblico essenziale (ma c'è anche una filiera di lettere e circolari della Capitaneria di Brindisi e dell'Autorità Portuale di qualche tempo fa che lo dice). E questo dovrebbe chiudere ogni possibilità di criticare tale sistema? Noi viviamo in un Paese dove altri servizi pubblici essenziali stanno per andare in malora a causa dei tagli apportati dalla manovra finanziaria, vedi il trasporto locale. E dove un sistema essenziale per la nazione, come quello della difesa, presenta non pochi casi di ricorso alla cannibalizzazione dei pezzi di ricambio.

E che dire della crisi della compagnia aerea di bandiera e delle sue vicissitudini di qualche anno fa? O del fatto che anche l'Enel, l'Eni e le compagnie private - che garantiscono l'approvvigionamento energetico del Paese - sono sul mercato, sottoposte alle sue regole, e non hanno più da tempo né monopolio né fatturati garantiti? Non finiremmo più di discutere.

Avete comunque chiarito che avete una tariffa garantita, ad aggiornamento biennale, e che non è comunque stabilita da voi (e chi lo ha mai scritto?), ma poi sottolineate che è più bassa di quelle di Taranto e Bari. Tuttavia, stando a ciò che spiegate, questo non è merito vostro. E non siete stati certo voi a firmare l'ordinanza che stabilisce - fissate alcune esigenze del porto - che chiunque aspiri in regime di libero mercato a gestire a Brindisi il servizio di rimorchio deve avere una flotta se non del tutto simile, almeno non sensibilmente inferiore a quella che voi avete in linea, e che tuttavia la concessione non può che essere unica, e quella vigente non si può revocare se la gestione non offre motivi di scontento o disservizio.

2) E' consolidata abitudine, quando un giornalista si occupa in maniera critica di un servizio, in questo caso pubblico ed essenziale, accusarlo di inesattezze e danni all'immagine dell'azienda citata. Allora, è bene riepilogare quanto noi abbiamo scritto (leggere gli articoli, a conferma). Abbiamo parlato di spostamento della base dei rimorchiatori, quindi non solo delle unità di servizio ma anche della logistica. Perciò non ci sono imprecisioni. La storia dell'ex Circolo Nautico è a noi ben nota perché ne abbiamo a suo tempo parlato su un altro giornale. Non sta scritto da nessuna parte che la Provincia doveva concedere o vendere quell'immobile alla vostra azienda. E poi perché questo continuo sottolineare, nella vostra nota, che voi siete sempre stati disposti a cambiare sede e che non è colpa vostra se ciò non è avvenuto?

Noi abbiamo scritto correttamente che l'Impresa Fratelli Barretta si era dichiarata da tempo disposta a spostare la propria base (verificate). Che poi lo spostamento desiderato sia quello circoscritto ad un raggio di poche decine di metri è un altro paio di maniche. Lo spiegate voi stessi: vi piaceva l'opzione ex Circolo Nautico, e adesso vi apprestate a spostare la logistica in un altro immobile di vostra proprietà a dieci numeri civici dall'attuale sede amministrativa, in via Thaon de Revel, che state ristrutturando, e che demolirete a vostre spese la struttura esistente. Domanda. A che serve allora la nuova commissione designata dall'Autorità portuale?

3) Non siamo certo i servizi tecnici dell'Autorità Portuale per consigliare dove vi potreste o non potreste mettere. Si parlava di Costa Morena Est in via del tutto generica, come si sarebbe potuto parlare di Caprarella, o di altre parti del porto. Se c'è una commissione, faccia il suo lavoro. E a proposito dell'ordinanza che citate, che prescrive che la distanza tra unità e base logistica non può essere tale da mettere a rischio l'immediata operatività dei rimorchiatori, è appunto un'ordinanza. Può essere sostituita anche da un'altra, a seconda dell'opinione del comandante della Capitaneria pro-tempore. Vi confesso, infine, che le ordinanze le ho lette tutte, e bene. E continuo a non capire questa storia delle gravi inesattezze, salvo l'ingenuità - lo ammetto - di ritenere che il fatturato della vostra azienda potesse essere intaccato da uno spostamento della base fuori dal porto. Ma è, appunto, solo una ingenuità.

Ma voi non avete neppure fatto cenno al fatto che le esigenze di spostamento della base rimorchiatori da quel sito sono legate ad interventi urbanistici che il Comune ha progettato o immagina. E se un giorno un sindaco vi ordinasse di spostarvi, che fareste? Impugnereste l'ordinanza? Anche quelle che hanno stabilito l'attuale ordine delle cose sono, in teoria, impugnabili. Ma a che serve. Avete detto che il fatturato non cambierebbe con uno spostamento altrove. Forse è solo un problema di sistemazione tecnico-logistica. E allora buon lavoro alla commissione. Cordiali saluti.

Rettifica Brindisireport

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