Economia

I dati Istat sul 2014: in provincia di Brindisi disoccupazione al 18,3

La provincia Brindisi registra un totale di 116,943 occupati tra uomini e donne nella fascia di età compresa tra i 15-64 anni, a fronte di una forza lavoro complessiva 143,209. Quindi il 18,4% della forza lavoro della provincia di Brindisi risulta attualmente inoccupata

BRINDISI - A riprova della pressante situazione di congiuntura economica che perdura insistentemente in Italia, i dati Istat certificano e confermano tale situazione. Si riporta di seguito una sintesi complessiva del 2014 in Italia e una sintesi, che quantifica, occupazione, disoccupazione e forza lavoro, i dati relativi alla provincia di Brindisi relativamente anche al settore di attività economica. Nella media del 2014, dopo due anni di calo, l'occupazione cresce (+0,4%, pari a 88.000 unità in confronto all'anno precedente), a sintesi di un aumento nel Nord (+0,4%) e nel Centro (+1,8%) e di un nuovo calo nel Mezzogiorno (-0,8%, pari a -45.000 unità).

Nello specifico, la provincia Brindisi registra un totale di 116,943 occupati tra uomini e donne nella fascia di età compresa tra i 15-64 anni, a fronte di una forza lavoro complessiva 143,209. Quindi il 18,4% della forza lavoro della provincia di Brindisi risulta attualmente inoccupata, di cui il 15,5 uomini e il 23,1 donne. Risulta invece inattivo, e tra questi non in cerca di occupazione il 46,02% della popolazione della provincia di Brindisi, di cui il 60,6 donne. Le statistiche rese note non danno il datod ella disoccupazione giovanile. Si stima invece che il tasso di occupazione per settore di attività economica risulta essere: il 10,7% di occupati nel settore Agricoltura; l’industria invece registra un tasso di occupazione del 21.96%; il settore dei servizi, registra il 24.3% di occupati.

Dati Istat sulla situazione complessiva italiana

La crescita degli occupati interessa sia gli uomini (+0,2%, pari a 31.000 unità) sia, soprattutto, le donne (+0,6%, pari a 57.000 unità). Prosegue tuttavia il calo degli occupati 15-34enni e dei 35-49enni (rispettivamente -148.000 unità e -162.000 unità), a fronte dell'incremento degli occupati con almeno 50 anni (+398.000 unità).

Il tasso di occupazione si attesta al 55,7%, +0,2 punti percentuali rispetto al 2013. L'indicatore rimane invariato per gli uomini e sale di 0,3 punti per le donne. Alla crescita nel Centro e nel Nord si contrappone il calo nel Mezzogiorno (-0,2 punti percentuali).

Nel 2014 l'occupazione della componente italiana cala di 23.000 unità, con il tasso di occupazione 15-64 anni che sale al 55,4% (+0,1 punti percentuali).

L'occupazione straniera aumenta di 111.000 unità, con il tasso di occupazione che torna a salire, dal 58,3% del 2013 al 58,5% del 2014. L'indicatore rimane invariato al 68,1% per gli uomini e cresce per le donne (dal 49,8% al 50,2% del 2014).

La crescita dell'occupazione interessa in misura contenuta i lavoratori a tempo indeterminato (+18.000 unità) e in modo più sostenuto i lavoratori a termine (+79.000 unità). Prosegue, invece, a ritmo meno sostenuto il calo degli indipendenti (-9.000 unità).

All'incremento dell'occupazione nell'industria in senso stretto (61.000 unità, pari a +1,4%) si contrappone il persistente calo nelle costruzioni (-69.000 unità, pari a -4,4%).

L'occupazione cresce anche nel terziario (84.000 unità, pari a +0,5%). A fronte dell'incremento nei servizi alle famiglie, negli alberghi e ristoranti, nella sanità e assistenza sociale e nell'istruzione, prosegue il calo di occupati nel commercio, nei servizi generali della pubblica amministrazione e nelle attività finanziarie e assicurative.

Alla nuova discesa dell'occupazione a tempo pieno (-35.000 unità, pari a -0,2%), si associa l'ulteriore incremento di quella a tempo parziale (124.000 unità, pari a +3,1%). L'incidenza di quanti svolgono part time involontario sale dal 61,3% del 2013 al 63,6% del 2014.

Nella media del 2014 continua la crescita della disoccupazione con un aumento di 167.000 unità (+5,5%), che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le ripartizioni geografiche. L'incremento è dovuto in quasi sette casi su dieci a quanti sono alla ricerca di prima occupazione. L'incidenza della disoccupazione di lunga durata (dodici mesi o più) sale dal 56,4% del 2013 al 60,7% del 2014. Nella media del 2014, il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,7% in confronto al 12,1% di un anno prima. L'incremento interessa entrambe le componenti di genere e tutto il territorio nazionale, in particolare il Mezzogiorno dove l'indicatore arriva al 20,7%.

Il tasso di disoccupazione si riduce per gli stranieri, passando dal 17,2% del 2013 al 16,9% del 2014; l'indicatore scende dal 16,6% al 16,1% per gli uomini e dal 18,0% al 17,7% per le donne.

Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni cresce di 2,6 punti percentuali, arrivando al 42,7%, con un picco del 58,5% per le giovani donne del Mezzogiorno.

La popolazione inattiva tra 15 e 64 anni torna a diminuire (-233.000 unità, pari a -1,6%). Il calo interessa esclusivamente la componente italiana, sia tra gli uomini sia, soprattutto, tra le donne. Alla riduzione degli inattivi non disponibili a lavorare (-503.000 unità) si contrappone la crescita di coloro che cercano lavoro non attivamente o pur non cercando lavoro sono disponibili a lavorare (nel complesso +293.000 unità). Tra i motivi della mancata ricerca del lavoro crescono lo scoraggiamento e l'attesa degli esiti di passate azioni di ricerca (rispettivamente 173.000 e 94.000 persone in più).

Prosegue il calo degli inattivi non interessati a lavorare o ritirati dal lavoro (-372.000 unità), concentrati in nove casi su dieci nella fascia di età tra 55 e 64 anni. Il tasso di inattività nella media del 2014 scende al 36,1%, con un calo di 0,6 punti che interessa sia gli uomini (-0,3 punti) sia soprattutto le donne (-0,8 punti).

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