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Gse: i lavoratori bocciano la proposta Dcm, incombono 225 licenziamenti

No allo spacchettamento dell'azienda. L'assemblea dei lavoratori della Gse quasi all'unanimità ha bocciato il piano presentato dalla Dcm. Sempre più in bilico la trattativa per la cessione della società

BRINDISI – I lavoratori confermano il no al progetto presentato dalla Dcm. In attesa di comunicazioni ufficiali da parte di Dcm, l’impressione è che solo un miracolo possa evitare il licenziamento dei 225 dipendenti della ditta attiva nel settore aerospaziale. Anche la giornata odierna, dopo gli esiti negativi dei due incontri di ieri (prima la convention presso l’hotel Nettuno, poi il vertice a Bari presso la sede della task force regionale per le emergenze occupazionali) , si è conclusa con una fumata nera.

Nel corso dell’assemblea che si è svolta stamani (16 gennaio) presso la sede della Gse, nella zona industriale di Brindisi, non c’è stata alcuna sorpresa. Circa 170 lavoratori hanno raggiunto lo stabilimento. Presenti anche il segretario provinciale della Uilm, Alfio Zaurito, e il segretario provinciale del Cobas, Roberto Aprile. Quasi all’unanimità, per alzata di mano, è stato bocciato il cosiddetto piano Dra.Go. Si tratta della proposta di rilancio della Gse presentata pubblicamente lunedì (15 gennaio) dalla Dcm (Distressed Company Management Srl), l’unica società che lo scorso 27 dicembre si è presentata alla terza asta indetta dal tribunale di Brindisi-sezione fallimentare per la cessione dell’azienda, dopo che le prime due erano andate deserte.

Assemblea lavoratori Gse 2-2

Dcm propone di ricollocare circa 110 unità presso la Der, ditta satellite di un’altra azienda del settore aerospaziale già salvata dal fallimento della stessa compagnia, la Dema. La parte restante del personale, invece, finirebbe in cassa integrazione fra le file della Dcm, fino alla fine del 2018. L’amministratore di Dema, Vincenzo Starace, ha garantito l’organizzazione di corsi di formazione per i lavoratori in esubero, manifestando l’impegno ad attingere dal bacino dei cassintegrati nell’eventualità di nuove assunzioni, compatibilmente con l’aumento del volume delle commesse di Der.

Ma anche nel corso dell’assemblea odierna la Rsu di Gse ha espresso ferma contrarietà allo spacchettamento dell’azienda. La rappresentanza sindacale unitaria nel primo pomeriggio ha inviato alla curatela fallimentare una breve nota in cui comunica che “su mandato assembleare delle lavoratrici e dei lavoratori, il piano DraGo non può essere accolto favorevolmente, bensì si dovrà procedere al trasferimento di tutti i 225 dipendenti senza soluzione di continuità alcuna, anche postuma”.

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La Rsu, in sostanza, chiede che tutti i lavoratori confluiscano in un’unica azienda (che sia Dcm, Dema o Der) in cui gestire, tramite il ricorso alla cassa integrazione e ai corsi di formazione, gli esuberi. Il confronto è stato a tratti drammatico. Praticamente tutte le persone intervenute durante l’assemblea hanno espresso forti riserve sulla validità del piano Dra.Go. C’è chi, però, avrebbe preferito accettare la proposta della società acquirente, non essendoci alcuna alternativa al progetto presentato alla Dcm. Ma alla fine ha prevalso, nettamente, il no. 

Assemblea lavoratori Gse 5-2

A questo punto, cosa accadrà? Dcm e curatela fallimentare, sulla base dell’accordo raggiunto il 27 dicembre, si sarebbero dovuti incontrare il 23 gennaio per finalizzare l’acquisto di Gse al prezzo di 3,6 milioni di cui euro, dopo che era già stata versata una caparra di 360mila euro. Se Dcm si ritirerà dall'operazione, il 31 gennaio il tribunale di Brindisi porrà fine alla fase di esercizio provvisorio. Il giorno successivo, tutti i lavoratori, reduci da un anno di cassa integrazione, verranno licenziati. Chi avrà i requisiti potrà richiedere l’indennità di disoccupazione. Salvo clamorosi colpi di scena, questo, purtroppo, è il triste scenario che si profila per 225 famiglie. 

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