Porti pugliesi, un sistema integrato

BARI – Integrazione è la parola d’ordine riconfermata oggi a Bari al convegno “I porti del Levante, tre porti un network”, e gli scali marittimi del capoluogo di regione, di Taranto e Brindisi punteranno su questa strategia fatta di obiettivi comuni cominciando a impostare in tal senso i rispettivi Piani operativi triennali. La sfida di sistema dei porti pugliesi si giocherà sull'implementazione dei traffici di merci e persone, sul miglioramento della qualità dei servizi e sulla valorizzazione delle singole specificità.

Francesco Mariani

BARI – Integrazione è la parola d’ordine riconfermata oggi a Bari al convegno “I porti del Levante, tre porti un network”, e gli scali marittimi del capoluogo di regione, di Taranto e Brindisi punteranno su questa strategia fatta di obiettivi comuni cominciando a impostare in tal senso i rispettivi Piani operativi triennali. La sfida di sistema dei porti pugliesi si giocherà sull'implementazione dei traffici di merci e persone, sul miglioramento della qualità dei servizi e sulla valorizzazione delle singole specificità.

Era la strategia preannunciata dal governatore Nichi Vendola e dall’assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini poche settimane addietro, nel primo incontro con i nuovi  presidenti  delle Autorità portuali di Brindisi e Taranto, Hercules Haralambides e Sergio Prete, e col riconfermato Francesco Mariani per l’Autorità del Levante, tutti presenti al convegno.

Minervini ha infatti ricordato proprio quell’incontro, ed ha annunciato che “abbiamo redatto un documento comune che provvederemo ad approvare nei prossimi giorni e che contiene sia una lettura dei grandi mutamenti che stanno accadendo nelle rotte e nelle direttrici di traffico, soprattutto quelli che riguardano il Mediterraneo; sia una serie di azioni comuni per potenziare l'efficienza e la qualità dei servizi dei porti pugliesi”.

Dal canto suo, Francesco Mariani ha rilevato come quella pugliese sia “la prima esperienza in Italia di più porti che hanno una premessa comune, quindi con una stessa analisi dal punto di vista di quello che accade nei traffici marittimi e delle conseguenze degli stessi sui nostri porti. E quindi su come adeguarci non solo infrastrutturalmente, ma anche dal punto di vista della qualità dei servizi che considero l'aspetto più importante di un porto”.

Quest’ultimo è un problema che riguarda soprattutto la situazione di Brindisi, di cui Haralambides dovrà subito occuparsi a partire dalla logistica dei traghetti per l’Albania (vedi articolo in questa stessa pagina). Intanto sulle nuove strategie interportuali, il professore ellenico di Economia marittima ha confermato che “il punto di partenza è stato quello di creare una premessa comune a quello che sarà il Piano operativo dei tre porti di Taranto, Bari e Brindisi: ciò che è stato fatto finora è proprio una prima bozza che stiamo discutendo, concordemente con le autorità portuali, di quello che poi è il progetto di ciascuno dei tre porti”.

E’ immaginabile che in questa sede si definiranno anche i compiti peculiari, le specializzazioni di Bari, Taranto e Brindisi. “Ci sarà quindi - ha concluso Haralambides - una premessa comune che sarà poi discussa in ogni comitato portuale e approvata, il prossimo luglio, così come concordato con l'assessore Minervini”. Tuttavia, e questa è una anticipazione, la strategia del network non avrà solo una veste tecnico-commerciale, ma una forma stabile. Addirittura la forma – probabilmente – di una super Authority ?

Sergio Prete ha sottolineato infatti che “al di là di quella che può essere una dichiarazione di intenti, stiamo concretizzando una forma più cogente di collaborazione e integrazione fra i porti, trasformando il coordinamento che c'era finora, ma che non aveva prodotto grandissimi risultati, in un'altra forma giuridica che possa consentire di implementare attività che vanno da uno studio integrato dell'offerta logistica-infrastrutturale di tutta la Puglia, fino a una promozione di tutte le infrastrutture regionali in ambito internazionale. Anche per raggiungere e superare altre forme di aggregazioni di porti presenti in Italia e che, in questo momento, si presentano al mercato europeo e internazionale”.

Per accelerare il cammino dei porti pugliesi verso il miglioramento della propria competitività, la Regione , è stato annunciato al convegno, “metterà a disposizione una piattaforma per la digitalizzazione dei servizi portuali, fornendo così, attraverso l'innovazione tecnologica, un valore aggiunto agli operatori portuali, agli operatori doganali e alle compagnie di navigazione”. Cioè un sistema comune di gestione che di fatto rappresenta uno dei passi concreti da compiere per parlare realmente di network tra i porti del Levante.

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