Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Dopo il centro ricerca, i tagli Enel si spostano sul laboratorio ambientale

Enel punta sul capoluogo di regione per il suo laboratorio urbano di "smart city", mentre nel suo centro di produzione più importante d'Italia, vale a dire Brindisi, i sindacati sono alle prese con i tagli al settore della ricerca e dell'ambiente

BRINDISI - Enel punta sul capoluogo di regione per il suo laboratorio urbano di "smart city", mentre nel suo centro di produzione più importante d'Italia, vale a dire Brindisi, i sindacati sono alle prese con i tagli al settore della ricerca e dell'ambiente. La denuncia arriva dai sindacati confederali di categoria Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil al termine dell'assemblea odierna dei lavoratori dell’ex Centro Ricerca diCerano "sulle modifiche organizzative che Enel sta cercando di adottare in maniera unilaterale a Brindisi". In ballo c'è la possibile chiusura anche del Laboratorio chimico su Ambiente e residui,

"Dopo aver chiuso il Centro Ricerca con la scusa del risparmio dei costi di affitto Enel, con un ulteriore colpo di mano, assurdo e incomprensibile, e senza averlo mai comunicato e formalizzato ai sindacati nazionali o locali, intenderebbe cancellare anche ciò che resta al Sud e cioè il Laboratorio Chimico su Ambiente e Residui  appena trasferito nella Centrale Federico II", accusano i sindacati, "Sembrerebbe che nei piani aziendali per l’Italia, dovrebbero restare solo tre laboratori e tutti in Toscana (Pisa, Firenze e Santa Barbara) il quarto, quello di Brindisi sarebbe di troppo, una scelta deplorevole che grida allo scandalo".

Questo scenario comporterebbe anche problemi di mobilità perr i lavoratori: "I tecnici e gli specialisti sull’ambiente, circa 15 persone, del nostro territorio dovrebbero essere funzionalmente accorpati al Laboratorio di Pisa (molto più piccolo numericamente), e operare solo a chiamata in varie parti in Italia. Così come - aggiungo i sindacati - le ulteriori 15 risorse di ricercatori, personale tecnico e di staff che anche loro meriterebbero una piena dignità lavorativa, risultano accorpate in altre funzioni aziendali". 

Per Filctem, Flaei e Uiltec "tutto ciò è inaccettabile", soprattutto "per un’azienda che ha a Brindisi uno dei suoi più importanti impianti per la produzione e per i profitti. Possibile che quando c’è da tagliare e risparmiare lo si debba fare colpendo sempre e così duramente il Sud? Questo territorio, invece, merita e ha diritto di pretendere investimenti e scelte aziendali, così come rivendicato da Cgil Cisl Uil, lo scorso 5 ottobre al tavolo tecnico Enel – Confindustria, che valorizzino le competenze professionali e concorrano allo sviluppo in particolare sulle tematiche energetiche e ambientali".

"Quanto si sta facendo va nella direzione opposta. Come sindacato - annunciano Cgil, Cisl e Uil, continueremo a opporci a questa politica delle continue chiusure e dei continui tagli operati da Enel a Brindisi ma non possiamo e non dobbiamo essere soli. Istituzioni locali e parlamentari sono chiamati a farsi sentire dal Gruppo Enel per pretendere segnali concreti di inversione di rotta.  Brindisi non si merita tutto questo. L’assemblea dei lavoratori di Ingegneria e Ricerca dà mandato a Filctem - Flaei - Uiltec per  procedere con una formale diffida a Enel nel proseguire con decisioni unilaterali non condivise". 

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